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  • Roma - Venerdì 23 Ottobre 2026, 10:50

A Villa Giulia il futuro si legge tra gli Etruschi e i tarocchi di Mouna Rebeiz

Il 27 ottobre a Roma la presentazione del catalogo di “Indovino”, a cura di Roberta Semeraro. Ventidue Arcani Maggiori mettono in dialogo arte contemporanea, sapere antico e domande sul destino del pianeta.

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A Villa Giulia il futuro si legge tra gli Etruschi e i tarocchi di Mouna Rebeiz
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di Giovanna Guidi

Prima degli algoritmi, c’erano i segni. Da osservare, interpretare, interrogare per provare a comprendere ciò che sarebbe accaduto. A questa aspirazione umana, che attraversa epoche e culture, guarda “Indovino. The Soothsayer. Mouna Rebeiz”, il catalogo della mostra dell’artista che sarà presentato martedì 27 ottobre alle 17.30 nella Sala della Fortuna del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia.

Curato da Roberta Semeraro e pubblicato da Ugo Bozzi Editore, il volume bilingue italiano-inglese accompagna l’esposizione visitabile nel museo romano fino al 29 novembre 2026. Al centro del progetto ci sono i ventidue Arcani Maggiori realizzati da Rebeiz, posti in relazione con la tradizione divinatoria etrusca e con gli ambienti della villa rinascimentale.

Il percorso arriva a Roma dopo la presentazione alla Biennale di Venezia del 2022, nell’ambito del Padiglione della Repubblica di San Marino. A Villa Giulia trova una nuova lettura attraverso il confronto con le collezioni e l’architettura del museo: le superfici specchianti delle carte entrano nello spazio espositivo e coinvolgono lo spettatore, chiamato a misurarsi con le immagini e con le proprie interpretazioni.

Il catalogo raccoglie prospettive diverse. Luana Toniolo, direttrice del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, affronta il sapere degli aruspici e il rapporto tra conoscenza, segni e libertà di scelta. Semeraro ricostruisce invece la storia e la dimensione simbolica dei tarocchi, dalle tradizioni esoteriche alla diffusione nelle corti europee, approfondendo i legami tra le opere di Rebeiz e l’arte etrusca.

A introdurre un’altra forma di ascolto è il contributo del compositore Vangelis, amico e mentore dell’artista, dedicato alla relazione tra musica e armonia. La sua composizione Mythodea, legata all’esplorazione di Marte, costituisce inoltre un riferimento per l’installazione immersiva nel Ninfeo. Qui la Temperanza e l’acqua aprono una riflessione sul futuro del pianeta e sulla sopravvivenza umana.

Il passaggio dai presagi alle tecnologie contemporanee è approfondito da Sabrina Fiorino, responsabile delle iniziative culturali del Gruppo Acea, attraverso le esperienze di previsione e prevenzione di Acea e Areti. Gli architetti Simonpietro Salini e Federico Lippi dello Studio Palinsesto illustrano invece le scelte dell’allestimento nella Sala dell’Emiciclo e nel Ninfeo.

Le riproduzioni delle ventidue carte, accompagnate dalle schede di Guy Boyer, studioso dei tarocchi di Marsiglia, costituiscono il cuore visivo della pubblicazione. Fotografie delle opere, disegni progettuali e immagini dell’apertura completano un volume di 104 pagine, con 76 immagini a colori, disponibile al bookshop del museo al prezzo di 38 euro.

Dall’antica lettura del destino alle capacità predittive dell’intelligenza artificiale, “Indovino” lascia emergere una domanda attuale: come interpretiamo i segnali che abbiamo davanti, e quali scelte siamo disposti a compiere?

La mostra è aperta dal martedì alla domenica, dalle 8.30 alle 19.30, con ultimo ingresso alle 18.30. La visita è compresa nel biglietto del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, in piazzale di Villa Giulia 9.

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