E' stata approvata, dal parlamento dell'Australia, una legge che porterà ad un referendum costituzionale di importanza storica, in cui si propone di costituire una "Voce" presso il parlamento nazionale che rappresenti i popoli indigeni, che devono essere consultati nei processi di elaborazione delle politiche e dei provvedimenti che li vedono coinvolti.
La legge, approvata alla Camera a maggio, ha avuto il via libera definitivo dal Senato con 52 sì e 19 no, sancendo la sua approvazione verso l'emendamento alla costituzione del 1901.
Si prevede che il testo venga sottoposto a referendum, in programma ad ottobre. Perché il sì passi, è necessaria la maggioranza sia a livello nazionale sia a livello dei sei Stati federali.
Nel caso in cui il sì prevalga, gli aborigeni, i cui popoli si trovano in Australia da almeno 60 mila anni, potranno di diritto essere sentiti dal governo e dal parlamento in merito ai provvedimenti che li riguardano.
Nel corso di una conferenza stampa con i promotori indigeni dell'iniziativa, il premier Anthony Albanese ha detto che i poteri di rappresentanza e consulenza dell'ente garantiscono il giusto equilibrio tra le varie posizioni.
"Alcuni dicono che va troppo oltre, altri che non basta, io dico che abbiamo il giusto equilibrio. Il parlamento approva le leggi, ma è il popolo che fa la storia", ha proseguito. "Questa è la nostra opportunità di partecipare nel fare la storia. Sarà un momento di unità nazionale, una possibilità di rendere ancora più grande la nostra nazione", ha detto ancora Albanese.
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