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- Roma - Martedì 5 Maggio 2026
Automotive, Folgori (Feoli): “Serve una strategia industriale europea o milioni di posti di lavoro sono a rischio”
Il presidente della Federazione Europea Operatori della Logistica Integrata lancia l’allarme sulla crisi del settore auto in Italia e in Europa: senza una nuova politica industriale dell’Unione europea, tra revisione del regolamento Co2, Cbam, ETS e neutralità tecnologica, il comparto rischia un ridimensionamento pesantissimo.
di Ettore Midas
L’automotive europeo si trova davanti a un passaggio decisivo e, senza un cambio di rotta rapido e strutturale, il rischio è quello di compromettere un intero sistema industriale con pesanti ricadute su occupazione, produzione e filiere collegate. A lanciare l’allarme è Enrico Folgori, presidente di Feoli, la Federazione Europea Operatori della Logistica Integrata, che richiama l’attenzione sulla fase estremamente critica vissuta dal comparto dell’auto in Italia e nel resto d’Europa.
Secondo Folgori, il settore sta attraversando “il momento più difficile” della sua storia recente. Dopo oltre un secolo di crescita, l’industria automobilistica si è trovata a fare i conti con una combinazione di fattori che hanno inciso profondamente sugli equilibri del mercato: la riconversione green, le tensioni internazionali, la contrazione delle immatricolazioni e una concorrenza sempre più aggressiva, soprattutto sul fronte dei veicoli elettrici a basso costo provenienti dalla Cina.
Nel ragionamento del presidente di Feoli, uno dei nodi centrali riguarda il ruolo dell’Unione europea. Bruxelles, osserva, avrebbe prima accompagnato la crisi dell’industria dell’auto con politiche ambientali giudicate penalizzanti per il sistema produttivo europeo e oggi non avrebbe ancora definito una risposta adeguata alla portata del problema. In questo scenario, aggiunge, pesa anche il quadro globale, con il rischio di ulteriori contraccolpi derivanti dalla linea protezionistica degli Stati Uniti sul settore automotive.
Per Folgori, la risposta non può essere rinviata. Serve una vera strategia industriale europea, capace di difendere competitività, innovazione e occupazione. Tra i punti indicati come prioritari figurano la revisione radicale del Cbam, del regolamento sulla Co2 e del sistema ETS, oltre a una maggiore apertura verso biocombustibili e neutralità tecnologica. A suo giudizio, anche l’Industrial Accelerator Act dovrebbe entrare in vigore il prima possibile per dare un segnale concreto alle imprese.
Il tema, sottolinea Feoli, non riguarda soltanto il futuro delle case automobilistiche, ma coinvolge l’intera catena del valore: logistica, componentistica, trasporto, ricerca, distribuzione e servizi. Per questo l’appello assume un peso che va oltre il dibattito tecnico e si colloca dentro una questione più ampia, quella della tenuta industriale del continente europeo in una fase di trasformazione economica e geopolitica senza precedenti.
Il messaggio di Folgori è netto: senza riforme strutturali, rapide e coraggiose, l’Europa rischia di perdere terreno in modo irreversibile. E con essa rischiano di arretrare anche interi comparti produttivi che per decenni hanno rappresentato uno dei pilastri dell’economia continentale.
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