
- Prima Notizia 24
- Venezia - Mercoledì 6 Maggio 2026
Biennale Venezia, Pussy Riot e Femen in protesta contro il Padiglione russo: "La Russia uccide, il sangue è la sua arte"
Blitz dei collettivi attivisti ai Giardini della Biennale contro la partecipazione di Mosca alla rassegna d'arte. L'ambasciatore Paramonov denuncia i "diktat" dell'UE, mentre il presidente Buttafuoco difende l'autonomia dell'istituzione: "Siamo liberi e audaci, non imbracciamo armi ma la pace".
Tensione ai Giardini di Venezia per l'apertura della Biennale d'Arte 2026.
I collettivi Pussy Riot e Femen hanno inscenato un duro sit-in di protesta di fronte al Padiglione della Russia per contestare la presenza di Mosca alla rassegna. Il gruppo performativo guidato da Nadya Tolokonnikova, con i volti coperti dai celebri passamontagna rosa, ha acceso fumogeni e diffuso musica scandendo gli slogan: “La Russia uccide” e “Il sangue è l’arte della Russia”.
Le stesse scritte sono apparse sui corpi delle attiviste Femen, avvolte nella bandiera ucraina.
Attraverso i social, le Pussy Riot hanno ribadito la loro ferma contrarietà: “Per la Russia, la cultura è uno strumento di guerra. L’infiltrazione attraverso i media, l’arte, la lingua – il soft power – fa parte della strategia militare russa”. Il collettivo ha poi criticato apertamente le istituzioni europee: “Ci sono ancora degli utili idioti in Europa che si lasciano cinicamente strumentalizzare dalla Russia e accolgono la propaganda di Putin nel cuore culturale stesso dell’Europa: la Biennale di Venezia”.
L'ambasciatore russo in Italia, Alexey Paramonov, ha replicato duramente via social parlando di una nuova "cortina di ferro": “È molto deplorevole che la leadership italiana, così come la direzione della Biennale, sia divenuta oggetto di un inaccettabile, grossolano diktat e di pressioni da parte dell’Ue”. Secondo il diplomatico, la presenza russa dimostra la disponibilità a dialogare non attraverso la "prepotenza" ma con il linguaggio dell'arte, definendo “doloroso e irragionevole” l'atteggiamento dell'Unione Europea.
A stretto giro è arrivata la replica del presidente della Biennale, Pietrangelo Buttafuoco, che ha rivendicato l'autonomia della Fondazione citando il monito di Sergio Mattarella: “Andare avanti e avere audacia e sviluppare in libertà i vostri progetti... ebbene eccoci”. Buttafuoco ha sottolineato come la libertà artistica sia alla radice della civiltà del diritto, concludendo con un messaggio di neutralità culturale: “Alla Biennale sono presenti Russia e Ucraina... perché a Venezia noi non imbracciamo le armi, ‘si vis pacem, para pacem’ (se vuoi la pace, prepara la pace)”.
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