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Dal Forum di Confcommercio, il segretario della Uil lancia un appello al Governo: "Dateci sei mesi per un accordo sulla rappresentanza". Sotto accusa la proliferazione di sigle che comprimono i diritti e i salari dei lavoratori.
Dal Forum di Confcommercio, il segretario della Uil lancia un appello al Governo: "Dateci sei mesi per un accordo sulla rappresentanza". Sotto accusa la proliferazione di sigle che comprimono i diritti e i salari dei lavoratori.
Il segretario generale della UIL, Pierpaolo Bombardieri, intervenendo al Forum di Confcommercio, ha delineato una strategia chiara per contrastare il dumping contrattuale e la perdita di potere d'acquisto dei lavoratori italiani.
Bombardieri ha rivolto un invito esplicito all'esecutivo affinché non intervenga d'imperio sulla materia, lasciando spazio alla contrattazione tra le parti sociali: “Pensiamo che il governo debba attendere l’esito del confronto in corso. Chiederei al governo di aspettare e darci sei mesi di tempo per fare un accordo. Stiamo lavorando con le parti datoriali, con Confcommercio e Confindustria, a un accordo importante sulla rappresentanza”.
Secondo il leader della UIL, la base di partenza esiste già, ma necessita di un impegno reciproco anche sul fronte datoriale: “Noi abbiamo già un accordo inter confederale che definisce i criteri di rappresentanza. Intanto sarebbe utile che le associazioni datoriali definissero i loro criteri di rappresentanza. Quello delle organizzazioni sindacali è basato sugli iscritti e sui voti”.
Il tema centrale resta la dignità del lavoro, messa a rischio da pratiche che favoriscono la precarietà salariale: “Il nodo politico è se c’è la voglia di dare a lavoratori e lavoratrici un salario dignitoso. La presenza di contratti pirati, di associazioni datoriali e sindacati gialli in questo Paese ha determinato l’impoverimento di un pezzo del lavoro e di alcuni settori”.
Bombardieri ha poi concluso il suo intervento sottolineando come la strada del rinnovo dei contratti nazionali sia l'unica percorribile per tutelare l'intero spettro dei diritti dei lavoratori: “Se questo è la scelta che la politica fa è un errore. Noi pensiamo che vadano rinnovati i contratti in modo da garantire non solo il salario ma una serie di diritti che nei contratti pirata sono negati”.
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