
- Prima Notizia 24
- Roma - Martedì 16 Giugno 2026
Camera, scontro vannacciani-Pd: scintille in Aula su reati di genere e "remigrazione"
Tra denunce di aggressioni verbali sul web, accuse di complicità sugli sbarchi e appelli alla tutela delle donne, i partiti si scontrano sulla linea politica della coalizione di governo.
Le eco dell'assemblea programmatica di Futuro Nazionale svoltasi nella Capitale si riflettono direttamente sulle dinamiche parlamentari di Montecitorio, trasformando l'esame del decreto legge in materia di respingimenti in un'arena di duro confronto politico.
Al centro della disputa ci sono le posizioni espresse dal generale in merito ai concetti di rimpatrio forzato e alla classificazione penale dei delitti contro le donne, elementi che hanno innescato una polarizzazione immediata tra i rappresentanti del Partito Democratico e la fazione dei parlamentari legati al neo-movimento di destra, guidato da Roberto Vannacci.
Il livello dello scontro si è innalzato significativamente nel momento in cui la deputata del Pd Ouidad Bakkali ha preso la parola per esporre pubblicamente i messaggi denigratori e le intimidazioni subite attraverso le reti telematiche, individuando nelle tesi della destra radicale la scaturigine di una pericolosa intolleranza verbale, “questo odio sociale, questa violenza che ci vorrà un attimo che diventi un incendio, proviamo a mettere un’argine all’irresponsabilità di queste piattaforme e chi continua a sdoganare qualsiasi cosa”.
La replica è stata affidata a Laura Ravetto, esponente passata nelle file di Futuro Nazionale, la quale ha ribaltato l'atto di accusa mostrando i contenuti ostili ricevuti sul proprio profilo in seguito alla sua adesione alla linea del generale, spostando il focus del dibattito sulle emergenze legate alla sicurezza urbana e ai reati di violenza sessuale, “perchè sono passata col generale e so io da dove vengono questi insulti. Invece di fare rivendicazioni personali dovremmo preoccuparci delle ragazze che hanno paura di essere stuprate”.
La discussione ha visto l'intervento della parlamentare del Movimento 5 Stelle, Vittoria Baldino, volta a stigmatizzare le offese trasversali ricevute dalle colleghe, pur richiamando l'aula alla centralità del rispetto per le vittime di reati di genere.
A stretto giro, la controffensiva della maggioranza si è sviluppata con le dichiarazioni di Rossano Sasso (Fnv), che ha attaccato la storia politica dei pentastellati e stigmatizzato le politiche migratorie del centrosinistra: “Ricordo che il M5s ha preso il potere dicendo Vaffa day a tutto l’arco parlamentare – ha accusato – il tema sono i rimpatri volontari e per noi il centrosinistra è complice di questa invasione di centinaia di migliaia di clandestini, la vostra retorica ha scocciato gli italiani. E al centrodestra dico: vogliamo la remigrazione perchè gli italiani sono stanchi”.
Sullo stesso binario si è inserito l'intervento di Domenico Furgiuele, che ha rivendicato la determinazione nel portare avanti i progetti legislativi di matrice popolare: “Il Pd ha paura di una proposta iniziativa popolare, si terrorizzano ma noi andremo fino in fondo”.
Dal fronte dem, Toni Ricciardi ha cercato di destrutturare la narrazione della spinta popolare del generale ricorrendo a una metafora ironica legata alle antiche professioni della tradizione romana: “A Roma c’era la tradizione dei venditori di pere cotte, voglio espresso piena e massima solidarietà a questi venditori che vengono assaliti, invasi e rischiano di perdere il loro lavoro vittime di una invasione di 150mila iscritti di un movemento di un grande generale”.
Le forze di minoranza, per bocca dell'esponente pentastellato Riccardo Ricciardi, hanno espresso forte censura per lo spazio concesso a tali tematiche all'interno dei lavori assembleari, ravvisando una manovra di distrazione dalle reali problematiche economiche del Paese a vantaggio di equilibri interni alle poltrone della destra.
A chiudere il cerchio degli interventi è stata Elena Bonetti di Azione, che ha formulato un monito rigoroso teso a sottrarre il dramma delle violenze di genere dalle dinamiche della propaganda partitica, paventando il rischio di un arretramento sul piano dei diritti civili: la deputata ha chiesto di non fare “propaganda elettorale sulle donne vittime di abusi: non è una questione di destra o di sinistra, la difesa delle donne non deve diventare campo di battaglia ideologica, stiamo attenti a non farci trascinare in questo terreno che farebbe fare un passo indietro a questa legislatura, da chi vuole che l’Italia faccia un passo indietro nella tutela delle donne”.
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