
- Prima Notizia 24
- Roma - Martedì 16 Giugno 2026
Morte della piccola Beatrice, la madre ai funerali della figlia: "Voglio darle l'ultimo saluto".
La donna accusata insieme al compagno potrà partecipare all'ultimo saluto della figlia. Intanto l'amministrazione comunale sceglie di entrare nel procedimento giudiziario aperto dalla Procura di Imperia.
Emanuela Aiello, detenuta con l'accusa di maltrattamenti aggravati dalla morte della figlia di due anni, potrà partecipare ai funerali della piccola Beatrice. La donna, che continua a proclamarsi innocente, avrebbe espresso il desiderio di prendere parte alle esequie per dare l'ultimo saluto alla bambina. "Voglio dire addio a Beatrice, alla mia bambina", avrebbe confidato secondo quanto emerso nelle ultime ore. La cerimonia funebre, la cui data non è stata ancora comunicata ufficialmente, potrebbe svolgersi in forma riservata e con particolari misure di sicurezza. La Prefettura di Imperia starebbe infatti valutando l'ipotesi di funerali a porte chiuse per evitare tensioni e garantire il regolare svolgimento della funzione religiosa.
Presente anche il padre biologico
All'ultimo saluto della piccola dovrebbe partecipare anche il padre biologico della bambina, attualmente detenuto nel carcere di Sanremo per vicende giudiziarie non legate all'inchiesta sulla morte della figlia. La presenza di entrambi i genitori renderebbe necessario un attento coordinamento delle misure di sicurezza predisposte dalle autorità competenti. Nel frattempo, l'attenzione resta concentrata sull'indagine aperta dalla Procura di Imperia per fare piena luce sulle circostanze che hanno portato alla morte della bambina nella notte tra l'8 e il 9 febbraio 2026.
Lo sfogo della madre di Emanuel Iannuzzi
A intervenire pubblicamente sulla vicenda è stata anche la madre di Emanuel Iannuzzi, compagno di Emanuela Aiello e accusato degli stessi reati nell'ambito dell'inchiesta. Ospite della trasmissione Storie Italiane, la donna ha raccontato il dramma vissuto dalla famiglia negli ultimi mesi. "Dal 9 febbraio la mia vita si è trasformata in un inferno. Potessi parlare con mio figlio e con Emanuela inviterei entrambi a dire la verità per dare finalmente pace a Beatrice". Parole che testimoniano il profondo dolore e il desiderio di fare chiarezza su una vicenda che ha sconvolto l'intera comunità.
I dubbi sulle condizioni della bambina
La donna ha inoltre ricordato alcuni episodi che, col senno di poi, avrebbero rappresentato possibili segnali di disagio della piccola Beatrice. Pur difendendo il figlio sul piano personale, la madre di Iannuzzi ha raccontato che durante una festa di compleanno alcune persone avevano manifestato preoccupazione per lo stato della bambina. "Mio figlio non ha un carattere semplice, ma non è una cattiva persona. Si lascia trascinare dalle situazioni". Secondo il suo racconto, in quell'occasione sarebbe stato suggerito a Emanuela Aiello di sottoporre la figlia a una visita medica. "Beatrice pareva comportarsi in modo anomalo, era stato notato che faceva fatica a esprimersi, non voleva mangiare. Ma Emanuela ha risposto che sapeva benissimo fare la madre". Dichiarazioni che aggiungono nuovi elementi a una vicenda ancora tutta da chiarire sul piano giudiziario.
L'inchiesta prosegue
Gli investigatori continuano a lavorare per ricostruire il contesto familiare e le condizioni in cui viveva la bambina prima della sua morte. L'indagine punta ad accertare eventuali responsabilità e a verificare se vi fossero segnali che avrebbero potuto far emergere prima una situazione di difficoltà. La Procura sta raccogliendo testimonianze, documentazione sanitaria e relazioni dei servizi coinvolti nella vicenda per ricostruire un quadro il più possibile completo.
Il Comune di Bordighera entra nel procedimento
Nel frattempo arriva una decisione importante anche sul fronte istituzionale. Il Comune di Bordighera ha annunciato la volontà di costituirsi parte civile nel procedimento penale aperto dalla Procura di Imperia. La scelta è stata approvata dalla giunta guidata dalla sindaca Marzia Baldassarre, che ha incaricato un legale di rappresentare l'ente nel corso del procedimento. L'amministrazione comunale intende così partecipare attivamente alle diverse fasi dell'inchiesta e tutelare i propri interessi istituzionali.
Le accuse rivolte ai servizi sociali
Nel provvedimento con cui è stata decisa la costituzione di parte civile, il Comune richiama anche le polemiche sorte dopo la morte della bambina. L'amministrazione evidenzia infatti come la vicenda abbia generato un forte impatto mediatico e come siano state rivolte critiche e contestazioni ai servizi sociali e agli uffici comunali per la gestione della situazione. Secondo il Comune, tali accuse avrebbero danneggiato l'immagine dell'ente e delle strutture coinvolte. Proprio per questo motivo la partecipazione al processo consentirà all'amministrazione di far valere le proprie ragioni nelle sedi opportune e di contribuire all'accertamento dei fatti.
Una comunità ancora sotto choc
A mesi dalla morte della piccola Beatrice, la vicenda continua a suscitare profonda emozione e interrogativi. L'attesa per i funerali rappresenta un momento particolarmente delicato per tutti i soggetti coinvolti, mentre sul piano giudiziario prosegue il lavoro degli investigatori per fare piena luce su una tragedia che ha profondamente colpito l'opinione pubblica. L'obiettivo resta quello di accertare ogni responsabilità e ricostruire con precisione quanto accaduto alla bambina nei giorni che hanno preceduto la sua morte.
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