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  • Roma - Martedì 16 Giugno 2026

Slow Food: "Parlamento Europeo fermi deregolamentazione su Ngt"

Sotto accusa l'ipotesi di esenzione dai vincoli di tracciabilità, etichettatura e monitoraggio ambientale previsti per i vecchi organismi modificati, con forti timori anche sul fronte del monopolio brevettuale delle sementi.

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Il comparto agroalimentare e i sistemi produttivi del continente guardano con forte apprensione ai lavori dell'Europarlamento: nella giornata di domani, 17 giugno, l'emiciclo di Strasburgo esprimerà il proprio voto sulle linee guida destinate a normare le Nuove Tecniche Genomiche (NGT), una categoria di biotecnologie applicate all'agricoltura che sul territorio italiano viene identificata sotto la dicitura di Tecniche di Evoluzione Assistita (TEA).

Alla vigilia del voto, i vertici di Slow Food hanno manifestato una netta e strutturata opposizione alle bozze normative in discussione, denunciando il rischio che una vasta gamma di sementi e colture derivate da tali metodologie possa essere sottratta alle rigide tutele previste per gli Ogm tradizionali, azzerando di fatto gli esami preventivi sulla stabilità biologica, i protocolli di rintracciabilità della filiera, i regimi di responsabilità civile e l'obbligatorietà delle indicazioni in etichetta per i consumatori finali. 

L'allarme lanciato dal movimento non si limita agli aspetti strettamente legati alla sicurezza alimentare e alla contaminazione dei campi biologici, ma investe direttamente l'assetto economico del settore primario. Le procedure legate alle biotecnologie di ultima generazione stanno infatti alimentando un incremento esponenziale delle richieste di privativa industriale.

Secondo le analisi della sigla associativa, la maggior parte delle istanze depositate nel corso del 2025 punta a rivendicare diritti commerciali esclusivi su tratti genetici già presenti in natura, equiparati artificialmente a scoperte ingegneristiche. Una deriva che solleva profondi interrogativi sul controllo geopolitico dei patrimoni sementieri e sulla tutela dell'autonomia operativa dei coltivatori e dei costitutori di varietà vegetali.

La presidente di Slow Food Italia, Barbara Nappini, ha voluto focalizzare l'attenzione sulla necessità di un radicale cambio di paradigma nei modelli di sviluppo rurale, contestando l'efficacia delle soluzioni puramente tecnologiche di fronte alla crisi degli ecosistemi e invitando i parlamentari a respingere il provvedimento di liberalizzazione: “Continuiamo a cercare risposte nel modello vigente che ci ha portato a questo livello di collasso ambientale climatico e sociale. Serve tutelare la fertilità del suolo, la biodiversità, la complessità dei paesaggi agrari, e quindi le comunità e i territori. I nuovi Ogm sono una forma di resistenza all’agroecologia che è invece la nostra risposta per il futuro”.

In vista del voto all'Eurocamera, l'organizzazione ha formalizzato un appello trasversale rivolto a tutti gli eurodeputati affinché respingano le istanze di deregolamentazione dei nuovi organismi modificati, esigendo il mantenimento del principio di precauzione, il ripristino di vincoli di trasparenza commerciale a tutela del consumatore e la totale responsabilità giuridica in capo alle multinazionali del settore biotecnologico.

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