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  • Roma - Giovedì 25 Giugno 2026

Carceri, Di Giacomo (SPP): "L'estate 2026 rischia di essere la più difficile di sempre"

Il segretario del Sindacato di Polizia Penitenziaria denuncia aggressioni, evasioni, suicidi e rivolte: "Servono interventi immediati per tutelare agenti e detenuti".  

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di Luca Ferrante

Un quadro che il Sindacato di Polizia Penitenziaria definisce sempre più allarmante e che, secondo il segretario generale Aldo Di Giacomo, rischia di trasformare l'estate 2026 in una delle più critiche mai vissute dal sistema carcerario italiano.

Di Giacomo parla di una "giornata di ordinaria follia" facendo riferimento ai numerosi episodi registrati nelle ultime ore in diversi istituti penitenziari del Paese. Tra questi, la grave aggressione subita da un agente della Polizia Penitenziaria presso l'Istituto Penale per i Minorenni di Casal del Marmo, dove un detenuto avrebbe provocato una profonda ferita al volto del poliziotto, dando origine anche a incendi e disordini all'interno della struttura.

Il sindacato richiama inoltre l'attenzione sull'evasione di un detenuto kosovaro da un ospedale civile di Bolzano, sul suicidio di un detenuto ventitreenne di origine indiana nel carcere di Brescia e sull'operazione della Direzione Distrettuale Antimafia di Foggia che avrebbe documentato la capacità del clan mafioso Sinesi-Francavilla di continuare a impartire ordini e gestire attività criminali anche dall'interno del carcere.

Tra le vicende evidenziate vi è anche quella di Antonio Russo, detenuto ottantottenne ristretto in un istituto romano nonostante una grazia parziale recentemente concessa. Secondo Di Giacomo, il caso meriterebbe maggiore attenzione pubblica, considerate le precarie condizioni di salute dell'anziano detenuto.

Il segretario del Sindacato di Polizia Penitenziaria sostiene che l'innalzamento delle temperature estive, unito al sovraffollamento e alla carenza di personale, stia aggravando ulteriormente una situazione già estremamente delicata sia per i detenuti sia per gli operatori penitenziari.

Secondo i dati illustrati dal sindacato, dall'inizio dell'anno si sarebbe registrato un forte incremento delle aggressioni ai danni degli agenti, oltre a un aumento delle rivolte, dei suicidi e dei sequestri di sostanze stupefacenti e telefoni cellulari all'interno degli istituti di pena. Di Giacomo denuncia inoltre turni di servizio che, in alcuni casi, arriverebbero fino a dodici ore consecutive e richiama l'attenzione sulle pronunce della Corte europea dei diritti dell'uomo riguardanti il sistema penitenziario italiano.

Il sindacato rinnova quindi l'appello alle istituzioni affinché vengano adottate misure urgenti per rafforzare gli organici della Polizia Penitenziaria, migliorare le condizioni di sicurezza negli istituti e affrontare le criticità strutturali che continuano a interessare il sistema carcerario nazionale.

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