
- Prima Notizia 24
- Roma - Martedì 16 Giugno 2026
Caritas: in Italia cresce la deprivazione materiale, confermata povertà cronica tra gli anziani
In Italia, l'esclusione sociale si intensifica, colpendo fasce vulnerabili e anziani, mentre la povertà assoluta interessa il 10% della popolazione.
I contorni dell'esclusione sociale in Italia assumono contorni sempre più nitidi e preoccupanti, delineando un quadro di sofferenza economica che la ripresa occupazionale non riesce a scardinare.
All'interno del quarto Report statistico nazionale 2026 curato dalla Caritas italiana, emerge con chiarezza come la vulnerabilità stia cambiando pelle, radicandosi nel tessuto sociale del Paese e colpendo fasce di popolazione un tempo ritenute al sicuro: “Rimane sostanzialmente stabile la quota di persone a rischio di povertà (18,6% dal 18,9%), mentre cresce quella di chi vive in condizioni di grave deprivazione materiale e sociale, salita dal 4,6% al 5,2%”.
Gli analisti della struttura pastorale individuano nelle dinamiche occupazionali e inflazionistiche le cause primarie di questo scivolamento verso il basso, rimarcando come l'avere un'occupazione non costituisca più un argine sufficiente contro il bisogno: “A rendere particolarmente vulnerabili le famiglie è soprattutto la progressiva erosione del potere d’acquisto dei salari”.
La contabilità della miseria certifica che quasi il 10% della popolazione residente sperimenta quotidianamente la povertà assoluta, una condizione che priva delle risorse minime per un'esistenza dignitosa circa 5,7 milioni di cittadini suddivisi in oltre 2,2 milioni di nuclei familiari. Il monitoraggio evidenzia che la contrazione del tasso di rischio esclusione dal 23,1% al 22,6% — dato comunque superiore al parametro medio comunitario fissato al 20,9% — non deve trarre in inganno, in quanto: “Tale miglioramento appare legato principalmente alla diminuzione delle famiglie a bassa intensità lavorativa”.
L'azione della rete di ascolto e sostegno parrocchiale intercetta il 12% delle famiglie che versano in povertà assoluta. Dai dati sull'accoglienza emerge una preoccupante mutazione della platea dei richiedenti, caratterizzata da una cronicizzazione del bisogno che trasforma il disagio temporaneo in una condizione permanente: “La povertà appare dunque sempre meno episodica e sempre più persistente e intensa”.
La metà delle richieste d'aiuto fa capo a nuclei con figli minori, quantificabili in circa 147mila famiglie. Al contempo, l'età media degli assistiti si innalza toccando i 48 anni, con un divario netto tra i cittadini italiani, la cui media è di 55 anni, e gli immigrati, che si fermano a 43 anni. L'aspetto più dirompente del rapporto è però rappresentato dall'esplosione della povertà tra la popolazione della terza età: “Particolarmente significativa la crescita degli anziani: gli over 65 rappresentano oggi il 15,4% del totale, contro il 7,7% di dieci anni fa: +191% in termini assoluti”.
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