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  • Roma - Martedì 16 Giugno 2026

Governo, Candiani (Lega): "Salvini al Viminale? Serve un accordo di maggioranza"

Il parlamentare del Carroccio interviene nel dibattito sulla guida del ministero dell'Interno, mettendo in guardia dalle possibili strumentalizzazioni politiche.

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Il dibattito interno agli equilibri dell'esecutivo si accende intorno alla futura guida del Viminale, sollevando riflessioni sulle passate esperienze di governo e sulle procedure istituzionali necessarie per i mutamenti della compagine ministeriale.

Nel corso di un intervento televisivo al programma "Start", su Sky Tg 24, il deputato del movimento guidato da Matteo Salvini, Stefano Candiani, ha invitato alla massima prudenza in merito alle indiscrezioni e alle sollecitazioni su un eventuale ritorno del proprio segretario politico al vertice del ministero dell'Interno, paventando il rischio di manovre tese a destabilizzare l'attuale assetto o a colpire l'operato del ministro in carica Piantedosi: “Quella stagione l’ho vissuta in pieno. Ero con Matteo Salvini quando era al Viminale ed è stata una stagione molto efficace per il contrasto all’immigrazione. Bisogna stare molto attenti nel fare questa proposta perché oggi può essere anche strumentalmente utilizzata per far danno sia a Salvini che a Piantedosi”.

L'analisi dell'esponente leghista ha ripercorso i tratti salienti di quel precedente periodo amministrativo, caratterizzato dalla stretta collaborazione tra la guida politica e le strutture tecniche del dicastero, rivendicando l'efficacia dei provvedimenti adottati in materia di sicurezza e gestione dei confini.

Al contempo, il parlamentare ha voluto richiamare tutti i soggetti politici al rigore costituzionale e alla compattezza dell'alleanza di governo, ricordando che passi di tale rilevanza richiedono un percorso condiviso e il vaglio insindacabile del Capo dello Stato: “Quella era una stagione dove c’era Piantedosi capo di gabinetto e Salvini ministro e si ottenevano risultati notevoli e per molti aspetti irripetibili. È evidente che chi oggi cerca di fare polemica si aggancia anche a queste proposte. Se si fa la proposta bisogna arrivare fino in fondo con un accordo di maggioranza, ricordandoci sempre che è il presidente della Repubblica a nominare i ministri e non il Consiglio dei ministri”.

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