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  • Roma - Martedì 16 Giugno 2026

Medio Oriente, Teheran: "Gli Usa hanno revocato il blocco navale dei porti"

L'esecutivo svizzero conferma: "L'accordo verrà firmato venerdì a Lucerna".

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Gli scenari geopolitici del Medio Oriente registrano una serie di repentine e profonde trasformazioni che si muovono contemporaneamente sul binario della distensione internazionale e della riaccensione dei focolari di tensione locale.

Sul fronte diplomatico principale, le autorità governative della Repubblica Islamica hanno formalizzato una significativa distensione nei rapporti con la Casa Bianca, annunciando la fine delle restrizioni marittime che gravavano sugli scali commerciali dell'area.

L'avanzamento dei colloqui ha trovato un riscontro ufficiale nelle dichiarazioni delle autorità della Confederazione Elvetica, le quali hanno precisato la cornice logistica in cui si consumerà lo storico faccia a faccia. Il documento programmatico elaborato dalle diplomazie di Iran e Stati Uniti verrà formalmente siglato nella giornata di venerdì presso le strutture del Burgenstock hotel, situato nella località svizzera di Lucerna.

Nonostante l'imminente firma, il quadro regional resta fortemente polarizzato. Il capo della diplomazia di Teheran, Abbas Araghchi, ha espresso severe riserve in merito alla condotta sul campo delle forze armate di Tel Aviv, evidenziando una stretta interconnessione tra la fine delle ostilità belliche e il mantenimento degli impegni presi con Washington: "La continuazione dell'occupazione israeliana del territorio libanese è una violazione del memorandum d'intesa".

Il ministro degli Esteri iraniano ha inteso porre un preciso limite invalicabile alle future manovre militari nello scacchiere levantino, specificando ai microfoni dell'emittente Al Jazeera che qualsiasi ulteriore offensiva o attacco condotto contro il Libano "non sarà mai accettato".

Sul versante israeliano, la risposta strategica si focalizza sulla riorganizzazione e sul controllo amministrativo dei territori contesi. Il ministro delle Finanze, Bezalel Smotrich, ha sfruttato la cornice pubblica di un evento istituzionale per l'avvio di un nuovo nucleo abitativo a meridione di Hebron per proclamare la revoca parziale dei protocolli sottoscritti nel 1997 da Benjamin Netanyahu e Yasser Arafat nell'alveo dei patti di Oslo.

Il provvedimento cancella la subordinazione urbanistica dell'insediamento ebraico e della Tomba dei Patriarchi dal controllo dell'amministrazione municipale palestinese, riassorbendo ogni competenza edificatoria ed esecutiva sotto la diretta giurisdizione dello Stato d'Israele.

L'esponente del governo israeliano ha motivato la decisione contestando l'efficacia delle vecchie intese bilaterali: ''Per molti anni è rimasta in vigore una delle clausole più assurde degli Accordi di Oslo, in cui i poteri relativi all'insediamento ebraico di Hebron dipendevano dal comune di Hebron, noto per il suo atteggiamento ostile''.

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