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  • Giovedì 22 Gennaio 2026

Caserta: scacco al clan delle case popolari, 17 arresti

Comandavano con il terrore tra droga e omicidi.

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Un’operazione coordinata dalla DDA di Napoli ha smantellato all'alba di oggi un’agguerrita associazione criminale attiva a Santa Maria Capua Vetere. Gli uomini della Squadra Mobile di Caserta hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 17 persone (tra cui 3 minorenni), accusate a vario titolo di associazione armata finalizzata al narcotraffico, omicidio, tentato omicidio, estorsione e porto abusivo di armi.

Il controllo militare del rione Iacp

L'inchiesta ha svelato l'esistenza di un vero e proprio "Stato nello Stato" con base operativa nel rione di edilizia popolare Iacp. Il gruppo esercitava un'egemonia totale sul territorio attraverso metodi mafiosi: non solo gestiva piazze di spaccio blindate da vedette e pusher, ma controllava l’assegnazione delle case popolari e garantiva il sostentamento ai familiari dei detenuti. Un welfare criminale utilizzato per cementare il consenso e il potere nel quartiere.

Il sangue tra i clan: risolto il giallo di Capodanno

Al centro dell'attività investigativa vi è la ricostruzione della sanguinosa faida esplosa tra il 2023 e il 2024. Gli inquirenti hanno fatto luce sull’omicidio avvenuto la notte di Capodanno: un uomo, mentre accendeva fuochi d’artificio per festeggiare il nuovo anno, fu giustiziato con un colpo di pistola alla testa. Le indagini hanno inoltre documentato un tentato omicidio nel maggio 2024 ai danni di un pusher "ribelle", colpevole di essersi rifiutato di rifornirsi dal clan, a conferma della volontà dell'organizzazione di imporre un monopolio assoluto sulla vendita di stupefacenti nella zona.

Il blitz e il sequestro

L'operazione, che ha visto l'impiego del Reparto Prevenzione Crimine, del Reparto Volo e dei commissariati locali, si è conclusa con il sequestro di un arsenale di armi e ingenti carichi di droga. È emerso inoltre l'uso sistematico di telefoni cellulari all'interno dei penitenziari, permettendo ai capi di mantenere il comando anche dietro le sbarre.

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