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La presidente dell’associazione per la tutela delle vittime di violenza rilancia l’appello: più centri di ascolto nelle parrocchie delle periferie e proposte di legge per fermare un fenomeno che continua a colpire.
La presidente dell’associazione per la tutela delle vittime di violenza rilancia l’appello: più centri di ascolto nelle parrocchie delle periferie e proposte di legge per fermare un fenomeno che continua a colpire.
“Iniziare un Nuovo Anno prendendo atto che Federica è la terza vittima in pochi giorni, non può che lasciarmi addolorata”. Con queste parole Catia Acquesta, presidente dell’associazione “Alleati con Te”, interviene sull’ennesimo caso di “femminicidio” che scuote il Paese: il dramma di Federica Torzullo, indicata come terza vittima del 2026.
Nel suo intervento, Acquesta richiama i dati dell’anno appena concluso: “Sono stati 84 i femminicidi nel 2025. La speranza era quella di non ritrovarci nella stessa situazione nel 2026. Dove finiremo così?”. Un bilancio che, secondo l’associazione, impone di passare dalle parole ai fatti, rafforzando strumenti di prevenzione, protezione e sostegno alle donne che vivono situazioni di “violenza di genere”.
L’associazione “Alleati con Te” annuncia l’intenzione di proseguire “con più tenacia di prima”, continuando a investire sul progetto “Anche Tu puoi essere felice”, che mira ad ampliare la rete di aiuto sul territorio. L’obiettivo è aprire sempre più centri di ascolto nelle parrocchie delle periferie d’Italia, replicando esperienze già avviate, come quella di Castelvetrano, nelle periferie della Sicilia. Il messaggio è chiaro: molte donne hanno bisogno di non sentirsi sole e di trovare un aiuto concreto, vicino, immediato, capace di intercettare il disagio prima che sfoci in tragedia.
Accanto alla dimensione sociale e di prossimità, Acquesta sottolinea anche la necessità di un intervento sul piano istituzionale: “E noi ci siamo! Anche sul piano normativo. Con proposte di legge che possano finalmente bloccare questo fenomeno inaccettabile!”. Un richiamo alla responsabilità collettiva che punta a rafforzare tutele, procedure e misure di prevenzione, affinché i segnali di rischio non vengano sottovalutati e le vittime possano essere protette in tempo.
Nel suo appello, la presidente richiama inoltre episodi recenti che mantengono alta l’allerta: il 28 dicembre la violenza e l’uccisione di Aurora Livoli a Milano; il 13 gennaio un tentato femminicidio nel monzese, a Muggiò, dove un uomo avrebbe accoltellato la moglie davanti al figlio di due anni; il 6 gennaio la morte in ospedale di una 33enne di origine nigeriana, ridotta in fin di vita dieci giorni prima dall’ex compagno.
Il caso di Federica Torzullo, in questo contesto, diventa per “Alleati con Te” l’ennesimo segnale di un’emergenza che non arretra. E l’appello di Catia Acquesta torna a chiedere una risposta compatta: più ascolto sui territori, più protezione e un’azione normativa efficace, per fermare una spirale di violenza che continua a spezzare vite.
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