
- Prima Notizia 24
- Caserta - Giovedì 9 Luglio 2026
Caserta, Tav: mazzette per smaltire terra e rocce, perquisito un funzionario di Rfi
Si estende l'inchiesta sulla maxitangente. Sequestrati contanti e un orologio di lusso.
Si allarga al coinvolgimento di personale di Rete Ferroviaria Italiana (Rfi) l'inchiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere sulla maxitangente legata alla gestione dei materiali di scavo della tratta dell'Alta Velocità Napoli-Bari.
I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Caserta hanno eseguito una nuova serie di perquisizioni, portando alla luce banconote in contanti e un orologio Rolex del valore stimato di 80mila euro, elementi immediatamente sottoposti a sequestro.
Al centro dell'attività investigativa, coordinata dal procuratore Pierpaolo Bruni e dai sostituti Anna Ida Capone e Giacomo Urbano, c'è l'appalto da oltre 9 milioni di euro per lo smaltimento e il conferimento di 2 milioni di metri cubi di terre e rocce provenienti dai cantieri ferroviari. Secondo l'ipotesi d'accusa, l'affare sarebbe stato indirizzato a vantaggio dell'imprenditore delle cave Antonio Luserta grazie all'intermediazione dell'ex sindaco di Caserta, Carlo Marino, destinatario di una presunta tangente da circa 200mila euro.
I nuovi sviluppi d'indagine ipotizzano un secondo e più cospicuo passaggio di denaro, quantificato in quasi 500mila euro, che sarebbe stato versato a un funzionario di Rfi. L'uomo è ora iscritto nel registro degli indagati con l'accusa di corruzione insieme alla moglie, di professione avvocato, agli imprenditori del settore estrattivo Giovanni Sferragatta e Vincenzo Bifulco, e all'architetto Gaetano Sacco, consulente dei titolari delle cave coinvolti.
I cinque nuovi indagati si sommano alle posizioni già emerse lo scorso 22 giugno, quando i militari dell'Arma avevano effettuato i primi riscontri a carico di Carlo Marino, Antonio Luserta e dell'avvocato Vincenzo Iorio, collaboratore dell'ex sindaco.
Gli elementi raccolti dagli inquirenti delineano un presunto sistema corruttivo strutturato, nel quale altri operatori del comparto delle cave avrebbero versato somme illecite al dipendente della società ferroviaria per facilitare le procedure di assegnazione.
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