
- Prima Notizia 24
- Martedì 28 Aprile 2026
Caso Epstein, nuove rivelazioni shock sul "ranch dell'orrore": vittime anche giovani uomini
Un rapporto svela abusi sistematici e scenari agghiaccianti nella tenuta in New Mexico. Scoppia la polemica sui Reali britannici in visita negli USA: "Negato l'incontro con le vittime".
Emergono nuovi, inquietanti dettagli su quella che è stata ribattezzata la "tenuta dell'orrore", la proprietà di Jeffrey Epstein in New Mexico. Secondo un recente rapporto citato dal New York Post, la rete del finanziere non avrebbe coinvolto solo ragazze minorenni: nella proprietà di "Zorro", isolata dal mondo, sarebbero finiti anche giovani uomini trasportati con l'inganno e successivamente "drogati e stuprati".
Le indiscrezioni dipingono un quadro ancora più oscuro, con dettagli scioccanti che includerebbero il presunto rapimento di neonati, proprio nel luogo dove Epstein sognava di dare vita a un delirante progetto di procreazione di massa per diffondere il proprio patrimonio genetico.
Le autorità hanno intensificato le ricerche dopo che alcuni file hanno riportato a galla una denuncia anonima: si sospetta che nel ranch possano essere sepolti i resti di due vittime che sarebbero morte per "strangolamento durante un rapporto sessuale violento".
A fornire ulteriori elementi è stata la deputata democratica Melanie Stansbury che, in un'intervista rilasciata a "60 Minutes Australia", ha riportato la testimonianza di un sopravvissuto: "Un uomo che ha raccontato di aver incontrato Epstein e di essere stato portato al ranch e drogato. Ha descritto nel dettaglio una scena con diverse ragazze stuprate davanti ai suoi occhi".
Questi sviluppi arrivano mentre divampa la polemica intorno alla visita negli Stati Uniti di Re Carlo III e della Regina Camilla. Sky Roberts, fratello della storica accusatrice Virginia Giuffrè, ha criticato duramente la scelta dei reali di non vedere i sopravvissuti della rete di Epstein: "E' un'occasione mancata. Avrebbe significato molto guardare negli occhi una vittima e dire: io, re d'Inghilterra, sto dalla parte delle vittime".
Da Buckingham Palace, tuttavia, trapela una linea di prudenza: fonti ufficiali spiegano che un simile incontro istituzionale potrebbe rivelarsi controproducente, rischiando di interferire con le delicate indagini ancora in corso.
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