Ultim’ora

Economia

  • Prima Notizia 24
  • Martedì 28 Aprile 2026

Rapporto Acli-Iref: per metà dei lavoratori il potere d'acquisto è crollato del 18% dal 2020

L'analisi su 4 milioni di dichiarazioni fiscali rivela un'Italia "stabilmente fragile": salari fermi, mobilità sociale bloccata e divario crescente tra chi vive in affitto e chi è proprietario di casa.

Condividi questo articolo

Tra il 2020 e il 2025, oltre la metà dei lavoratori italiani (il 51%) ha subito un netto impoverimento, non riuscendo a recuperare l’inflazione cumulata nel periodo, stimata al 18%.

È questa la fotografia scattata dal nuovo rapporto Acli-Iref intitolato "Un'Italia stabilmente fragile", basato sull’analisi di un campione massiccio di circa quattro milioni di dichiarazioni "730" raccolte dai Caf Acli.

Lo studio analizza per la prima volta sei anni fiscali consecutivi, tracciando l’evoluzione economica delle famiglie dal periodo pre-Covid fino all’anno in corso.

I dati evidenziano un paradosso: nonostante un aumento generalizzato delle ore lavorate, questo non si è tradotto in una maggiore sicurezza finanziaria. La mobilità sociale appare quasi cristallizzata, con il 66,1% di chi si trovava nel segmento di reddito più basso nel 2020 rimasto bloccato nella stessa condizione nel 2025.

A peggiorare il quadro è la diffusione del lavoro multiplo: circa il 23% degli occupati ha più di un datore di lavoro, ma percepisce comunque redditi significativamente più bassi rispetto ai lavoratori stabili, con un divario economico che supera mediamente i 10.000 euro all'anno.

Le fragilità occupazionali si intrecciano inevitabilmente con l'emergenza abitativa. Chi vive in affitto percepisce un reddito mediano inferiore del 23% rispetto ai proprietari di casa (20.526 euro contro 26.680) e sperimenta una precarietà molto più marcata: un affittuario su quattro ha un contratto intermittente, a fronte del 4% rilevato nella platea generale.

Questa condizione di debolezza strutturale ricade pesantemente sulle nuove generazioni: il 38% delle famiglie con figli non riesce a sostenere alcuna spesa per l'istruzione o lo sport, una percentuale che sfiora il 67% tra i redditi più bassi, confermando come le difficoltà di lavoro, casa e famiglia si alimentino a vicenda creando un circolo vizioso difficile da spezzare.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24

iscriviti alla newsletter PN24

Ricevi aggiornamenti, notizie, direttamente sulla tua casella email iscrivendoti alla newsletter settimanale Prima Notizia 24.

Iscriviti