
- Prima Notizia 24
- Martedì 28 Aprile 2026
Caso La Fenice, Colabianchi sulla rottura con Venezi: "Decisione obbligata per dichiarazioni inaccettabili"
Il sovrintendente del teatro veneziano chiarisce i motivi dell'addio e riceve l'appoggio del ministro Giuli. La direttrice d'orchestra replica: "Sono stata offesa e bullizzata".
La frattura tra il Teatro La Fenice di Venezia e Beatrice Venezi diventa definitiva e si arricchisce di nuovi dettagli attraverso le parole del sovrintendente Nicola Colabianchi.
In un’intervista rilasciata al Fatto Quotidiano, Colabianchi ha spiegato come il legame si sia spezzato a causa delle critiche mosse dalla direttrice d'orchestra alla testata argentina La Naciòn.
Secondo il sovrintendente, le affermazioni di Venezi “mettevano in dubbio la credibilità e la competenza dell’orchestra e del teatro”, portandolo a una scelta drastica: “La direttrice ha perso la sua posizione perché non mostrava fiducia e stima nel personale dell’istituzione”.
Colabianchi ha sottolineato come non si sia trattato di un episodio isolato, ma della reiterazione di un comportamento già osservato in precedenza.
Se in un primo momento Venezi “sembrava una giovane artista ferita nell’orgoglio”, la ripetizione delle critiche ha reso la situazione insanabile. “La seconda è stata una reiterazione di una critica francamente inaccettabile. La decisione era obbligata“, ha ribadito il sovrintendente, precisando inoltre che in sette mesi i due si sono visti “una volta sola”.
Nonostante il sostegno ricevuto dal ministro Giuli, Colabianchi rivendica la piena autonomia della scelta, negando che i recenti cambi di poltrona nel governo abbiano influito: “Il rapporto di fiducia si è rovinato per le dichiarazioni della direttrice Venezi”.
Il rammarico del sovrintendente riguarda soprattutto l'impossibilità di mediare attraverso il lavoro sul campo: “Un gesto di distensione avrebbe aiutato, un incontro professionale con l’orchestra, conoscitivo, sarebbe servito”.
Tuttavia, secondo Colabianchi, nonostante i suoi tentativi “non ci sono state le condizioni” per organizzare una prova o un incontro preliminare. Ora l'obiettivo della Fenice è ristabilire il dialogo con i lavoratori e gli abbonati, che avevano contestato la nomina, garantendo una stagione “ai massimi livelli”.
Di segno opposto la reazione di Beatrice Venezi, che ha affidato a una nota ufficiale la sua durissima replica. La direttrice ha respinto l'accusa di aver mancato di rispetto alle maestranze, ribaltando completamente il piano delle responsabilità. Venezi ha denunciato di essere stata vittima, negli ultimi otto mesi, di un clima ostile da parte dei lavoratori del teatro veneziano che l'avrebbero “costantemente e sistematicamente diffamata, calunniata, offesa e bullizzata” attraverso ogni canale mediatico.
Secondo la direttrice, si è trattato di una campagna orchestrata con il preciso “intento dichiarato di danneggiare la mia immagine professionale e conseguentemente la mia carriera”.
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