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  • Martedì 28 Aprile 2026

Consiglio di Stato, i magistrati chiedono lo stop al voto segreto: "C’è il rischio di interferenze politiche"

Le associazioni dei consiglieri di Stato invocano il criterio dell'anzianità per tutelare l'indipendenza dell'istituto, dopo il caso della mancata nomina del presidente aggiunto Luigi Carbone.

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Le associazioni dei consiglieri di Stato hanno preso una posizione ferma a difesa dell'autonomia dell'istituto, chiedendo una revisione delle modalità di nomina dei vertici.

Al termine di un'assemblea straordinaria, i magistrati amministrativi hanno espresso la necessità che "si escluda il ricorso al voto segreto per il conferimento degli incarichi", sollecitando invece il ripristino di regole più trasparenti e oggettive.

Secondo il documento diffuso dalle due sigle associative, è fondamentale tornare a valorizzare il "criterio dell'anzianità a tutela dell'indipendenza dell'istituto".

I consiglieri avvertono che lo scostamento da parametri certi e legati alla carriera mette a repentaglio la tenuta della magistratura di fronte a possibili pressioni esterne: "L'abbandono del criterio della anzianità di ruolo comporta il rischio che la designazione dei vertici dell'istituto subisca indebite interferenze anche del potere politico".

La dura presa di posizione arriva a seguito di quanto accaduto lo scorso 15 aprile, quando la nomina di Luigi Carbone a presidente aggiunto del Consiglio di Stato è stata bocciata proprio attraverso lo scrutinio segreto.

A causa di questo stallo istituzionale, la proposta di nomina è stata costretta a tornare all'esame della commissione, innescando un dibattito interno sulla necessità di riformare le procedure di designazione per evitare che logiche politiche possano condizionare i vertici della giustizia amministrativa.

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