
- Prima Notizia 24
- Milano - Giovedì 7 Maggio 2026
Caso Nicole Minetti: la grazia regge, dall'Interpol nessun elemento contro l'atto di clemenza
Gli accertamenti internazionali in Spagna e Uruguay non rilevano condanne o denunce a carico dell'ex consigliera. Restano accesi i fari sulla regolarità dell'adozione e sul "serio pentimento" necessario per il riscatto sociale.
Nonostante le indagini frenetiche degli ultimi giorni, il provvedimento di grazia concesso a Nicole Minetti sembra per ora destinato a rimanere saldo: secondo le ultime indiscrezioni giudiziarie, “non sarebbero emersi elementi significativi” per rimettere in discussione la decisione della Procura Generale di Milano, già avallata in ultima istanza dal Quirinale.
Sebbene i magistrati sottolineino che le verifiche siano tuttora in corso, ad oggi non figurano “dati negativi o problematici” capaci di invalidare l'atto di clemenza firmato lo scorso febbraio dal Presidente Sergio Mattarella.
Un tassello fondamentale di questa istruttoria supplementare riguarda la fedina penale internazionale dell'ex esponente politica e del suo compagno, Giuseppe Cipriani.
Gli approfondimenti condotti con il supporto dell’Interpol hanno dato esito negativo: nel passato della coppia “non ci sarebbe traccia di condanne, indagini né denunce” per reati legati al favoreggiamento della prostituzione in Paesi come l'Uruguay o la Spagna. Se fossero emerse criticità concrete, la Procura milanese avrebbe già informato ufficialmente il Ministero della Giustizia.
L'attenzione degli inquirenti resta ora concentrata sulla “regolarità della procedura di adozione” del bambino avvenuta in Uruguay, motivo centrale che ha spinto il Capo dello Stato a concedere la grazia per permettere alla coppia di accompagnare il piccolo negli Stati Uniti per cure mediche. Questo atto ha cancellato la pena di 3 anni e 11 mesi che Minetti avrebbe dovuto scontare per le condanne nei processi Ruby bis e per il peculato in Regione Lombardia.
La magistratura milanese, tuttavia, non abbassa la guardia. Per esprimersi in maniera definitiva e pubblica, la Procuratrice Generale Francesca Nanni attenderà la "chiusura del procedimento, quando il quadro sarà ricomposto con tutti i suoi tasselli". È una fase di attesa strategica: nel caso in cui dovesse emergere qualche "elemento ostativo", i togati potrebbero valutare di esprimere un parere favorevole alla cancellazione della grazia concessa da Mattarella alla ex consigliera 41enne. Oltre alla regolarità formale, andrà accertato se Nicole Minetti abbia effettivamente dimostrato una “seria volontà di riscatto sociale” e un distacco netto dalla sua vita precedente.
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