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  • Torino - Giovedì 7 Maggio 2026

Torino: protesta del mondo della scuola, bruciati in piazza i simboli di Confindustria e riarmo

Circa mille manifestanti tra studenti e sindacati hanno sfilato nel centro del capoluogo piemontese contro la riforma Valditara e la militarizzazione dell'istruzione. Lancio di ortaggi contro le sagome dei ministri e fumogeni davanti all'Ufficio scolastico.

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Tensioni e proteste nel cuore di Torino, dove un corteo di circa mille persone composto da studenti, docenti e rappresentanti sindacali ha attraversato il centro città per manifestare contro la riforma della scuola e le politiche di riarmo.

Partiti da piazza Arbarello, i manifestanti hanno raggiunto la sede dell'Ufficio scolastico territoriale in corso Vittorio Emanuele II, trasformando il presidio finale in un momento di forte contestazione simbolica.

Davanti agli uffici ministeriali sono state distrutte scatole con scritte quali "Guerra", "Miseria", "Precarietà", "Repressione", "Militarizzazione" e "Leva".

La rabbia dei partecipanti si è scagliata anche contro le istituzioni: sagome di cartone dei ministri Giuseppe Valditara e Anna Maria Bernini sono state colpite con frutta e verdura marcia, mentre venivano bruciati un simbolo di Confindustria e un carro armato di cartone.

Dal megafono è stato lanciato un ultimatum chiaro: "Bernini il tuo tempo è scaduto, vogliamo almeno 20 miliardi per la scuola. Non ci arruoliamo e rifiutiamo l'università della guerra".

Massimiliano Rebuffo, segretario generale della Flc Cgil Torino, ha ribadito la necessità di un fronte comune per fermare l'attuale iter legislativo: "Questa riforma va bloccata, va ritirata e non ci fermeremo con le modalità che stiamo adottando".

Nonostante le diverse anime della piazza, Rebuffo ha sottolineato l'importanza della compattezza: "Siamo in questa piazza oltre le nostre differenze, che ci sono state, ci sono e ci saranno. Ma quando c'è qualcosa da combattere che distrugge l'istruzione pubblica in questo Paese dobbiamo stare uniti, perché solo l'unità delle lavoratrici e dei lavoratori insieme agli studenti ci può permettere di raggiungere il nostro risultato: bloccare la riforma della scuola italiana".

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