CdM: ok alla riforma sulla giustizia
Il pacchetto prevede l'abrogazione dell'abuso d'ufficio, limitazioni alle intercettazioni e ulteriori tutele per le persone arrestate. Nordio: "Non ci sono vuoti di tutela o bavagli alla stampa".
(Prima Notizia 24)
Giovedì 15 Giugno 2023
Roma - 15 giu 2023 (Prima Notizia 24)
Il pacchetto prevede l'abrogazione dell'abuso d'ufficio, limitazioni alle intercettazioni e ulteriori tutele per le persone arrestate. Nordio: "Non ci sono vuoti di tutela o bavagli alla stampa".
C'è l'ok, da parte del Consiglio dei Ministri, al primo pacchetto di misure che riformano la giustizia.

Nello specifico, il disegno di legge prevede che venga abrogato l'abuso d'ufficio, oltre a limitazioni delle intercettazioni e provvedimenti volti a tutelare le persone arrestate.

L'abuso d'ufficio, precisa il documento, è abrogato perché resta “lo squilibrio tra iscrizioni e decisioni di merito”. Pochissime persone sono state condannate per abuso d'ufficio, a fronte di migliaia di soggetti indagati: nel 2021, 18 persone sono state condannate in primo grado su 4.745 indagati. In più, il rischio di finire sotto indagine ha incrementato la cosiddetta paura della firma, la “burocrazia del non fare”.

Rispetto ai provvedimenti europei, in ogni caso, è possibile valutare in futuro interventi specifici - con comunicazioni precise - volti a punire comportamenti passibili di pena, in caso di indicazioni da parte dell'Unione Europea, che sono in fase di elaborazione.

Per quanto riguarda le intercettazioni, invece, si potrà pubblicare il contenuto totale o parziale, anche dopo che gli atti sono stati depositati, solo se i colloqui sono citati dal giudice all'interno della motivazione, o in seguito all'effettivo utilizzo nel corso del dibattimento, come nel caso della citazione di un'intercettazione per contestare un teste.

L'intervento ha la finalità di “aumentare la tutela della riservatezza di una terza persona, estranea al processo, che possa essere citata in una conversazione intercettata”, perciò “non devono essere riportate le conversazioni e i dati relativi a soggetti non coinvolti dalle indagini, se non considerati rilevanti per il procedimento. Così nella richiesta di misura cautelare del pm e nell’ordinanza del giudice – atti il cui contenuto di frequente viene pubblicato – non devono essere indicati i dati personali dei soggetti diversi dalle parti, salvo che ciò sia considerato indispensabile per l’esposizione degli elementi rilevanti”.

“Il giudice deve stralciare le intercettazioni che contengono dati relativi a soggetti diversi dalle parti, laddove non essenziali”, prosegue il ddl.

Il Ministero della Giustizia evidenzia che già attualmente il pubblico ministero deve fare attenzione, affinché nei registri non siano annotati contenuti riguardanti dati sensibili che non siano importanti ai fini delle indagini. “Ora con la modifica si aggiunge che il pm deve evitare anche che siano riportati dati ‘relativi a soggetti diversi dalle parti’, oltre ai casi in cui siano considerati rilevanti per le indagini”.

“Vanno stralciate anche le conversazioni che riguardano soggetti diversi dalle parti, salvo che non sia intercettazioni rilevanti nel processo. Già oggi, nella richiesta di misura cautelare e nell’ordinanza cautelare devono essere indicati i soli brani delle intercettazioni rilevanti. Ora si aggiunge che non devono essere indicati i dati personali di terzi, estranei al processo, salvo che sia indispensabile per una compiuta esposizione dei fatti”.

Inoltre, il ddl intende dare all'indagato e al giudice la possibilità di interloquire direttamente tra loro: per questo motivo, è introdotto il principio del contraddittorio, per i casi in cui, in base alla tipologia di atto illecito o alla concretezza dei fatti, non si debba applicare, nel corso delle indagini, “l’effetto sorpresa” della misura.

Nel ddl è previsto che il giudice interroghi l'indagato prima di ordinare l'esecuzione del provvedimento, prima del deposito degli atti, di cui la difesa può ottenere una copia. Inoltre, se la situazione lo rende possibile, l'indagato potrà avere una difesa preventiva, prima che venga emessa una misura come quella della custodia cautelare in carcere. Si presterà attenzione, comunque, alle situazioni in cui non è possibile avere un contraddittorio, cioè nei casi in cui ci sia pericolo di fuga o inquinamento di prove, impossibilità a rinviare la misura cautelare per alcuni tipi di reati (come nel caso di delitti gravi o loro reiterazione con l'uso della violenza personale).

Infine, il ddl prevede l'introduzione di un organo collegiale di tre giudici, per adottare l'ordine di custodia in carcere.

"Ho voluto ricordare" nel corso del Consiglio dei Ministri "l'umanità di questo uomo che si è battuto sempre per gli ideali in cui credeva, checché ne possano dire i detrattori: uno di questi era la giustizia giusta per ogni cittadino che potesse essere giudicato con le regole e le garanzie che in una democrazia spettano ad ognuno di noi. Berlusconi sarebbe soddisfatto se fosse qui ad ascoltare le parole del ministro Nordio per quanto riguarda le decisioni adottate dal Cdm in materia di diritto penale", ha dichiarato il Vicepremier e Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in apertura alla conferenza stampa dopo il Consiglio dei Ministri.

"Ho sentito inesattezze sul vuoto di tutela che si realizzerebbe con l'abolizione dell'abuso d'ufficio che non c'è affatto, il nostro arsenale è il più agguerrito d'Europa", ha detto il Guardasigilli, Carlo Nordio, per poi garantire che non è stato posto "un bavaglio alla stampa".

"Spero che l'approvazione della riforma avvenga nel più breve tempo possibile. Mi auguro che l'opposizine sia fatta in termini razionali e non emotivi. Il Parlamento deve essere disposto ad ascoltare. Il mio auspicio è che si argomenti con le ragioni del cervello", ha continuato.

"E' patologico che in Italia molto spesso la politica abbia ceduto alle pressioni della magistratura sulla formazione delle leggi. Questo è inammissibile. Il magistrato non può criticare le leggi, come il politico le sentenze. Ascoltiamo tutti, ma il governo propone e il Parlamento dispone. Questa è la democrazia e non sono ammesse interferenze", ha aggiunto il Guardasigilli, per poi espirmere "rammarico" che l'ex premier Silvio Berlusconi non abbia potuto "assistere al primo passo verso una riforma radicale in senso garantista".

"Il reato di abuso d'ufficio è stato modificato varie volte per circoscriverne i limiti, ma sono continuate iscrizioni nel registro degli indagati e informazioni di garanzia che costituivano il vero motivo della paura della firma per cui sindaci e amministratori non firmavano nulla e questo è un grande danno economico che si riversa sui cittadini", ha detto ancora Nordio.

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