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- Cesano (Rm) - Sabato 24 Ottobre 2026, 20:15
Cesano, un basco tra due generazioni: la Fanteria rinnova il legame con la propria storia
Alla Scuola di Fanteria la cerimonia di consegna ai giovani militari. Per il vicepresidente dell’Associazione Nazionale del Fante, Pasquale Trabucco, un ritorno nel luogo dove iniziò il suo percorso nel 1980. Il 30 ottobre appuntamento a Pesaro con il raduno dei veterani della Folgore.
di Redazione
Il basco posato sul capo, i berretti mimetici lanciati in aria e, al rompete le righe, la corsa ad abbracciare i familiari. Alla Scuola di Fanteria di Cesano il passaggio più atteso ha riunito la solennità della cerimonia e la gioia dei giovani militari, davanti a chi conosce bene il significato di quel traguardo per averlo vissuto molti anni prima.
Tra loro Pasquale Trabucco, vicepresidente dell’Associazione Nazionale del Fante, tornato nella scuola in cui entrò nel luglio del 1980 come allievo ufficiale del 100° Corso A.U.C. Consegnare il basco ai nuovi fanti ha così assunto anche un valore personale: ritrovare nei loro volti l’emozione dell’inizio, riconoscere in un gesto il filo che tiene insieme esperienze lontane nel tempo.
Trabucco ha portato il saluto del presidente nazionale Gianni Stucchi, ricordando quanto quel luogo abbia inciso sulla propria formazione umana e militare. Alla giornata hanno partecipato anche il generale Giacinto Mannavola, il presidente della Sezione di Cesano Mauro Rotunno, il presidente dei Jackals Softair Fernando Barbaro e altri soci della Sezione di Roma.
Dopo l’intervento del comandante della Scuola di Fanteria, generale Eugenio Dessì, la consegna ha dato forma al significato dell’appuntamento: il riconoscimento del percorso compiuto e l’ingresso in una comunità fondata sulla responsabilità e sul legame tra compagni.
«Ho consegnato i baschi ai primi classificati: quattro Fanti, perché il terzo posto è stato assegnato a pari merito», ha raccontato Trabucco. «Posare il basco sul capo di uno di loro è stato per me un momento di particolare emozione».
Poi il lancio delle “stupide”, i tradizionali berretti mimetici sostituiti dal basco, ha sciolto la tensione della cerimonia. Gli abbracci con i familiari hanno restituito la dimensione più intima di una giornata fatta anche di attese, sacrifici e orgoglio condiviso.
Il prossimo incontro sarà il 30 ottobre a Pesaro, con l’appuntamento dedicato ai quarant’anni dall’esperienza di servizio dei partecipanti, rivolto a quanti hanno svolto il C.A.R. nella città marchigiana e prestato servizio nella Folgore. Un ritrovo per ricostruire storie comuni e rinnovare amicizie nate durante gli anni in uniforme.
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