
- Prima Notizia 24
- Giovedì 23 Aprile 2026
Rapporto One Health: le periferie vivaci sono la nuova frontiera urbana
Terza edizione dello studio Campus Bio-Medico: per gli italiani benessere fa rima con sicurezza, verde e comunità.
Gli italiani apprezzano il luogo in cui risiedono, ma solo uno su quattro si dichiara pienamente soddisfatto.
È quanto emerge dal terzo Rapporto One Health “Il valore sociale delle città. Periferie vitali: la nuova frontiera del vivere urbano”, realizzato dal Campus Bio-Medico di Roma con l'Istituto Piepoli e presentato oggi alla Camera.
L'indagine evidenzia come tranquillità, aree verdi e senso di comunità siano i pilastri del benessere, mentre trasporti e servizi restano le note dolenti che alimentano il disagio.
Il rapporto propone di superare il concetto di periferia come luogo marginale per trasformarlo in spazio di rigenerazione.
Carlo Tosti, presidente Università Campus Bio-Medico e Fondazione Policlinico UCBM, ha spiegato: “Le città urlano il riadeguamento delle periferie e quindi interventi che possano in qualche modo dal punto di vista sanitario, ambientale, urbanistico, sociale, superare quel gap e quelle differenze che possono portare in periferia una accettabilità di vita, che rientra appunto nel modello One Health che traguarda il benessere delle persone, degli animali, dell’intero ecosistema”.
Secondo lo studio, la sostenibilità deve essere intesa come un equilibrio tra ambiente, economia e sociale. Domenico Mastrolitto, Direttore Generale Campus Bio-Medico SpA, ha sottolineato: “Il tema è particolarmente attuale, importante: il One Health è il paradigma della salute integrale, integrata, che mette la persona in connessione con gli ecosistemi in cui vive, con il mondo esterno, la società, in cui deve servirsi dei servizi appunto di prossimità, del sistema di welfare, dei servizi sociosanitari.
La sostenibilità non può che essere integrale: mettere insieme la componente ambientale, sociale ed economica. Occorre ripartire dai territori, proprio per mettere al centro le persone e la qualità della vita”.
Il ruolo delle istituzioni appare centrale, essendo considerate dai cittadini i principali responsabili — e spesso i grandi assenti — del miglioramento urbano.
Sul nesso inscindibile tra ecosistema e benessere è intervenuta Maria Alessandra Gallone, presidente ISPRA: “Oggi il tema salute e ambiente non può essere disconnesso, nella maniera più assoluta, e quindi stiamo realizzando anche un sistema di servizi essenziali minimi sia di assistenza sanitaria che di assistenza dal punto di vista ambientale, per riuscire a creare le condizioni per cui anche il sistema dell’ambiente fornirà tutta una serie di servizi ai cittadini per consentire loro di ottenere una qualità della vita, a prescindere dai luoghi in cui abitino, degna insomma di essere vissuta”.
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