Ultim’ora

Primo Piano

  • Prima Notizia 24
  • Roma - Giovedì 20 Agosto 2026

Cisgiordania, Italia, Francia, Germania e Regno Unito contro il piano E1: “Insediamenti illegali, gara da ritirare”

Nota congiunta dei quattro Paesi europei dopo la pubblicazione dei bandi di gara israeliani: "L'iniziativa mina la soluzione a due Stati".

Condividi questo articolo

Presa di posizione congiunta dei leader di Italia, Francia, Germania e Regno Unito contro la decisione del governo israeliano di pubblicare i bandi di gara relativi al progetto di insediamento E1 in Cisgiordania, definita “inaccettabile” in una dichiarazione comune.

Nel comunicato viene evidenziato come le cancellerie si oppongano fermamente all'iniziativa: “La comunità internazionale si oppone da tempo a questa espansione degli insediamenti e ha espresso le proprie serie preoccupazioni sia in privato che in pubblico. L’insediamento E1 comprometterà la prospettiva di una soluzione a due Stati, creando una spaccatura nella Cisgiordania e danneggiando la contiguità territoriale dei Territori Palestinesi”.

I quattro Paesi ricordano che “il diritto internazionale è chiaro: gli insediamenti israeliani in Cisgiordania sono illegali”, rimarcando come si tratti della “posizione della comunità internazionale, ribadita dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite”.

La nota congiunta esprime forte inquietudine per il quadro regionale: “In un momento di grave instabilità in Cisgiordania, con livelli di violenza senza precedenti da parte dei coloni contro i civili e serie restrizioni all’economia palestinese – evidenzia il comunicato – questa decisione è ancora più preoccupante”.

Da qui la richiesta diretta all'esecutivo israeliano di “ritirare immediatamente questi piani e a porre fine all’espansione degli insediamenti in Cisgiordania”, poiché “essi non solo ci allontaneranno ulteriormente dalla pace, ma mineranno ulteriormente la reputazione internazionale di Israele”. L'appello si rivolge anche al settore privato, avvertendo che le imprese “non dovrebbero prendere in considerazione la partecipazione a gare d’appalto nel settore edile” e che “devono essere consapevoli delle conseguenze legali e reputazionali, incluso il rischio di incorrere in gravi violazioni del diritto internazionale”.

I leader europei concludono confermando la determinazione “per una pace globale, giusta e duratura, basata sulla soluzione dei due Stati”, assicurando che continueranno ad “agire nel suo interesse”.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24

iscriviti alla newsletter PN24

Ricevi aggiornamenti, notizie, direttamente sulla tua casella email iscrivendoti alla newsletter settimanale Prima Notizia 24.

Iscriviti