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  • Roma - Venerdì 11 Settembre 2026

Consenso informato a scuola, il Ministero chiarisce: "La legge non limita l'educazione al rispetto"

Il Mim interviene dopo la raccolta firme per il referendum abrogativo: "Famiglie informate sulle attività extracurriculari, le conoscenze sulla sessualità restano garantite".

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A fronte delle polemiche e dell'avvio della campagna referendaria promossa contro la normativa relativa al consenso informato nell'offerta formativa scolastica, il Ministero dell'Istruzione e del Merito è intervenuto con una nota ufficiale per precisare gli effettivi ambiti di applicazione della legge.

"Un referendum è un diritto. Raccontare correttamente la legge su cui si chiede agli italiani di esprimersi è un dovere. Per questo, di fronte ad alcune ricostruzioni circolate in queste ore, il ministero dell’Istruzione e del Merito ribadisce un punto essenziale: la legge sul consenso informato non impedisce alla scuola di educare al rispetto e all’empatia né tantomeno ostacola la prevenzione della violenza contro le donne.

L’educazione al rispetto della persona, all’empatia, alla parità e al contrasto di ogni forma di violenza è parte integrante del percorso educativo. La legge non cancella neppure le conoscenze sulla sessualità previste dalle indicazioni nazionali", ha rimarcato la nota del Mim.

Nel testo, Viale Trastevere precisa i confini dell'obbligo informativo introdotto per le istituzioni scolastiche: "Stabilisce, invece, che per attività extra curriculari o di ampliamento dell’offerta formativa sui temi della sessualità, in particolare per quelle legate alla identità di genere, le famiglie siano preventivamente informate su contenuti, finalità e materiali e possano esercitare la propria responsabilità educativa.

Le oltre 550 mila firme raccolte meritano rispetto, così come ogni strumento di partecipazione democratica. Ma il confronto, soprattutto quando riguarda la scuola e i nostri ragazzi, deve partire da ciò che la legge dice. Non da ciò che le si fa dire".

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