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  • Roma - Venerdì 8 Maggio 2026

Crisi Hormuz, M5S: "Il governo non forzi la mano al Parlamento sulla missione navale"

I parlamentari del Movimento 5 Stelle chiedono chiarezza ai ministri Tajani e Crosetto sul posizionamento delle navi italiane nel Golfo. "No a missioni ad alto rischio senza una pace stabile tra Iran e Stati Uniti".

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Il Movimento 5 Stelle alza la voce sulla gestione della crisi nello Stretto di Hormuz, avvertendo l'esecutivo contro possibili accelerazioni unilaterali.

I parlamentari pentastellati delle Commissioni Difesa di Camera e Senato — Alessandra Maiorino, Bruno Marton, Ettore Licheri, Arnaldo Lomuti, Marco Pellegrini e Mario Perantoni — hanno rilasciato una nota congiunta dai toni netti: “Il governo Meloni, sotto pressione da parte di Washington, non si permetta di forzare la mano con il Parlamento posizionando navi della nostra Marina in una zona ad alto rischio prima che sia siglata una pace stabile e duratura tra Iran e Stati Uniti, presupposto imprescindibile per ogni autorizzazione parlamentare”.

Il Movimento esige risposte precise per l'informativa prevista la prossima settimana. “Tajani e Crosetto mercoledì prossimo ci devono spiegare esattamente dove intendono posizionare le nostre unità in attesa della pace e del via libera delle Camere, quindi in un contesto ancora di conflitto aperto che rende potenzialmente pericolose tutte le acque attorno alla penisola araba”, proseguono i parlamentari, ponendo l'accento sulla sicurezza dei militari italiani in un'area pesantemente instabile.

Le critiche dei rappresentanti M5S toccano anche il quadro giuridico e operativo della mobilitazione. “Devono anche chiarire se questa mobilitazione avviene nell’ambito di una nuova missione ad hoc preautorizzata dal governo in via emergenziale come previsto dalla nuova legge quadro sulle missioni che però prevede il voto in Parlamento entro cinque giorni, oppure sotto il cappello di missioni già in corso come Aspides e Atalanta che però non sono state ancora prorogate dal Parlamento e sono quindi prive di coperture legali in caso di incidenti”, incalzano i membri delle Commissioni Difesa.

Infine, la nota solleva un dubbio di fondo sulla natura dell'impegno richiesto alle forze armate. I parlamentari dichiarano di voler veder chiarita la “contraddizione tra una postura ‘difensiva’ della missione e un contesto definitivamente e stabilmente pacificato che escluderebbe di per sé qualsiasi rischio di attacchi da cui difendersi”, ribadendo che la pace tra le potenze coinvolte deve precedere qualunque schieramento di unità navali.

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