
- Prima Notizia 24
- Pavia - Venerdì 8 Maggio 2026
Delitto di Garlasco, gli audio di Sempio: "Chiara non doveva mettere giù il telefono"
Nuovi dettagli emergono dall'inchiesta che punta i fari su Andrea Sempio: intercettazioni choc, sogni violenti e un soliloquio sul sangue in via Pascoli. "Cosa hanno trovato?", si chiedeva l'indagato dopo la notifica del procedimento.
Le nuove indagini sull'omicidio di Chiara Poggi portano alla luce una serie di elementi inquietanti riguardanti Andrea Sempio, l'uomo oggi accusato di essere il vero autore del delitto di Garlasco.
Tra i materiali agli atti, spicca un'intercettazione del 14 aprile 2025 in cui Sempio torna con la mente a una telefonata dell'agosto 2007, pochi giorni prima dell'omicidio. Ricordando il rifiuto di Chiara di parlare con lui, l'indagato afferma: "Chiara non doveva mettere giù il telefono", aggiungendo poi con rabbia: "È stata una bella stronza... Giù il telefono".
L'analisi delle agende Moleskine di Sempio rivela un'attenzione quasi ossessiva per l'iter processuale di Alberto Stasi. Appunti come "Stasi ha chiesto la riapertura" e "mamma in panico per la cosa di Stasi" mostrano la tensione vissuta tra il 2019 e il 2021, quando la difesa di Stasi puntò proprio sul DNA di Sempio per chiedere la revisione della condanna.
Nelle stesse agende compaiono descrizioni di sogni brutali, in cui il 38enne si vede mentre accoltella persone o aggredisce violentemente una donna.
A questo si aggiunge un lungo elenco di ricerche web su satanismo, predatori sessuali, autopsie e tecniche di decapitazione. Un altro punto di svolta è rappresentato da un soliloquio intercettato il 12 maggio 2025. Sempio, parlando tra sé e sé, sembra tradirsi riguardo alla scena del crimine: "Quando sono andato io... il sangue c'era", frase che gli inquirenti considerano compatibile anche con l'espressione "quando sono andato via".
Nel prosieguo del discorso, analizza la posizione di Stasi e la questione delle macchie evitate: "Lui non se ne è reso conto ma... senza accorgersene ha evitato le macchie... del tutto inconsapevole", per poi inveire contro la teoria del sangue già secco al momento del ritrovamento.
Secondo la ricostruzione del Nucleo Investigativo di Milano, dopo aver ucciso Chiara, Sempio si sarebbe recato a casa della nonna, a soli 400 metri dalla villetta di via Pascoli, per pulirsi e far sparire le tracce prima di rientrare dai genitori per il pranzo.
Il quadro delineato dagli inquirenti si completa con le ricerche Google effettuate dall'indagato, che già nel 2014 interrogava il motore di ricerca con frasi come "Test psicologico killer" e "Scopri il serial killer che è in te". Al momento della notifica della nuova indagine, la sua prima reazione è stata di timore: "Che cazzo hanno trovato?".
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