
- Prima Notizia 24
- Roma - Lunedì 2 Novembre 2026, 14:10
Crisi in Polonia, Tusk: "Nawrocki sceglie lo scontro, non cederemo alla violenza"
l primo ministro europeista accusa il capo dello Stato sovranista di aver scelto la "confrontazione violenta" nel contrasto per le nomine dei togati. La Commissione Ue si schiera a fianco dell'esecutivo di Varsavia.
Non accenna a rientrare la grave crisi istituzionale esplosa in Polonia attorno al controllo e alla composizione della Corte Costituzionale. Attraverso un messaggio diffuso sulla piattaforma X , il primo ministro Donald Tusk ha sferrato un duro attacco contro il presidente della Repubblica Karol Nawrocki, accusandolo di alimentare lo scontro in atto.
"La soluzione del conflitto è semplice e possibile senza modifiche alla Costituzione. Il presidente riconosce i giudici legittimamente eletti dal Sejm, come previsto dalla Costituzione, e questi assumono le loro funzioni presso la Corte. Per il momento, Karol Nawrocki sceglie lo scontro violento, che potrebbe costare molto alla Polonia", ha affermato Tusk.
Il premier ha poi ribadito la fermezza dell'esecutivo davanti alle opposizioni e ai gruppi di destra: "Uno Stato democratico di diritto non può cedere alla violenza, indipendentemente da quanto potenti siano le forze esterne che sosterranno l'attacco del PiS, della Konfederacja, di Braun e di Nawrocki. E non cederà".
La controversia scaturisce dal tentativo del governo di dare attuazione alle sentenze della Corte di Giustizia dell'Unione Europea — secondo cui il Tribunale nominato sotto la precedente gestione del PiS risulta privo dei requisiti d'indipendenza — insediando 8 nuovi giudici votati dalla Camera bassa. Le operazioni di insediamento sono state contestate sul campo dal capo dello Stato Nawrocki e dai vertici uscenti della magistratura costituzionale.
Nel pieno delle tensioni di piazza a Varsavia, l'esecutivo polacco incassa il sostegno della Commissione Europea, la quale ha precisato tramite un portavoce che spetta alle autorità nazionali garantire il funzionamento dell'organo di garanzia nel rispetto delle pronunce di Lussemburgo, confermando la piena competenza del Sejm nella designazione dei membri del collegio.
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