
- Prima Notizia 24
- Roma - Martedì 14 Luglio 2026
Riforma elettorale, Camera: bocciato emendamento della maggioranza sulle preferenze. Le opposizioni: "Governo a casa"
L'esecutivo per un solo voto nel segreto dell'urna: 188 no contro 187 sì. Conte, Schlein e Magi all'attacco: "Meloni prenda atto del fallimento e salga al Quirinale".
Scivolone parlamentare per il governo e la maggioranza di centrodestra nell'aula della Camera dei deputati. Con un solo voto di scarto e nel segreto dell'urna, Montecitorio ha respinto l'emendamento alla riforma elettorale che mirava a introdurre il sistema delle preferenze.
La votazione a scrutinio segreto si è conclusa con 187 voti favorevoli e 188 contrari, sancendo la bocciatura del testo nonostante i relatori avessero espresso parere favorevole sull'emendamento — firmato da Galeazzo Bignami (FdI), Francesco Saverio Romano (Noi Moderati) e Lorenzo Cesa (Udc) — e la ministra per le Riforme Istituzionali, Elisabetta Casellati, avesse espresso parere conforme a nome dell'esecutivo.
La bocciatura ha scatenato l'immediata esultanza delle opposizioni, che hanno accolto il verdetto del tabellone elettronico con lunghi applausi e cori ritmati che invocavano le dimissioni dell'esecutivo e il ritorno immediato alle urne.
Il primo a prendere la parola nell'emiciclo dopo il voto è stato il presidente del Movimento 5 Stelle, che ha richiamato le recenti dichiarazioni della premier Giorgia Meloni per evidenziare la portata politica della sconfitta della maggioranza. “Meloni ha inteso sfidare questo Parlamento poche ore fa dicendo che bisognava metterci la faccia. La faccia ce l’avete messa, siete andati sotto e sfidato la vostra premier. Oggi siete andati sotto, vi rimane un’unica cosa: aprire una crisi di governo e andare a casa perché tocca a noi”, ha scandito Giuseppe Conte, ricordando la propria condotta istituzionale all'epoca del governo Conte II.
Subito dopo è intervenuta la segretaria del Partito Democratico, che ha evidenziato come la spaccatura sia maturata proprio all'interno dei gruppi che sostengono l'esecutivo. “Un voto contro l’arroganza. Alcuni deputati della loro stessa maggioranza evidentemente hanno pensato di dire no. E’ il momento di ritornare a casa. Prendete atto del vostro fallimento”, ha dichiarato Elly Schlein.
Sulla stessa linea d'attacco si è posizionato il segretario di Più Europa, focalizzando l'attenzione sulle modalità con cui la maggioranza ha tentato di condurre l'iter della legge in Parlamento. “Il voto di oggi in aula, visto che la ministra si è rimessa al parere della commissione, è un voto di sfiducia piena verso il governo Meloni. La storia di questa legge elettorale è quella di una imposizione: Meloni ha detto ‘noi andremo avanti, se l’opposizione la vota bene, altrimenti andremo dritti con la forza dei numeri’. Non avete più i numeri dovrete prenderne atto – questa è una sanzione del Parlamento verso la prepotenza del governo, Meloni vada al Colle”, ha dichiarato il segretario, Riccardo Magi.
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