
- Prima Notizia 24
- Milano - Mercoledì 4 Novembre 2026, 16:55
Damiano Gallo ha presentato, a Milano, il suo nuovo libro “Sicilia: l’isola che sono”
Attraverso un’intervista-confessione con Cinzia Alibrandi, il produttore televisivo, dà vita ad un racconto personale e autentico del suo rapporto con la Sicilia attraverso grandi emozioni, ricordi e diverse riflessioni.
di Paola Pucciatti
“Sicilia: l’isola che sono” è il titolo del nuovo libro che Damiano Gallo ha presentato a Milano presso QG Design Hub, in via Tito Speri 7, riscuotendo un grande successo.
Con lui Lucia Casadei e Cinzia Alibrandi. Gallo, produttore televisivo e professionista del mondo della comunicazione e del real estate, attraverso questo progetto editoriale esplora una dimensione più personale del proprio percorso, affidando alla scrittura il racconto del suo stretto legame con la sua amata Sicilia che non è soltanto un luogo geografico, ma una dimensione dell’anima, un universo di ricordi, incontri e suggestioni che continua a vivere anche quando si allontana dalla propria terra.
Damiano nel suo libro, pubblicato da Edizioni Epoké, attraverso un’intervista-confessione con Cinzia Alibrandi dà vita ad un racconto personale e autentico del suo rapporto con la Sicilia attraverso grandi emozioni, ricordi e diverse riflessioni.
Nel corso della presentazione, Lucia Casadei ha dialogato con Damiano Gallo e Cinzia Alibrandi, approfondendo i temi del volume e il percorso che ha portato alla sua realizzazione. Un incontro che ha restituito al pubblico la dimensione più intima del libro, trasformando l’intervista scritta in un’occasione di confronto dal vivo. Il libro si trasforma in un viaggio nell’identità siciliana, tra memoria, tradizioni, paesaggi e appartenenza. Appartenere a un luogo non significa necessariamente continuare ad abitarlo. A volte significa portarlo con sé, riconoscerlo nei propri gesti, nelle proprie scelte e nel modo di raccontare il mondo.
Ed è proprio questo il messaggio che attraversa il libro, pagina dopo pagina: le radici non solo rappresentano la nostra provenienza, ma anche una parte fondamentale di ciò che diventiamo.
Il titolo stesso, "Sicilia: l’isola che sono", suggerisce una dichiarazione di appartenenza che supera il semplice riferimento territoriale. L’isola diventa metafora dell’identità, spazio interiore nel quale convivono passato e presente, esperienze personali e memoria collettiva, in un percorso che attraversa esperienze e progetti, dai book festival siciliani al Parco Faunistico Ibleo.
Si presenta come una terra di contrasti e straordinaria bellezza, capace di custodire tradizioni millenarie e, allo stesso tempo, di alimentare nuove visioni culturali. Un luogo che non smette di ispirare chi lo abita, chi lo attraversa e chi, pur vivendo lontano, continua a riconoscervi una parte essenziale di sé. La narrazione si inserisce in una riflessione più ampia sul valore delle radici, sull’importanza della memoria e sulla capacità dei luoghi di influenzare il nostro modo di osservare e interpretare il mondo.
La serata è stata un piacevolissimo momento di incontro e condivisione tra protagonisti di diversi ambiti professionali, tutti uniti dall’interesse per la cultura e il territorio. Tra gli ospiti numerose personalità del mondo della televisione, dell’architettura, del design, dell’imprenditoria e della comunicazione come la nota conduttrice televisiva Susanna Messaggio, l’immobiliarista Giuseppe Onano, gli architetti e volti televisivi Massimiliano Mandarini e Sara Baldecchi, Giorgio Russo di Stoneform, Luigia Di Noia, Lucia Nardelli, manager di personaggi del mondo dello spettacolo, Emanuele Tessarolo di 5VIE e Christian D’Antonio, direttore di The Way Magazine.
La scelta di Milano come cornice della presentazione non è stata un caso, ma ha significato particolare perché, per Damiano Gallo, è la sua seconda terra. Città internazionale, crocevia di linguaggi, culture e professionalità, rappresenta il luogo ideale per accogliere una narrazione che parla di origini, movimento e contaminazione.
In questo dialogo ideale tra Nord e Sud, il libro propone una visione dell’identità non come elemento statico, ma come patrimonio vivo, destinato ad arricchirsi attraverso esperienze, relazioni e nuovi orizzonti.
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