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- Roma - Mercoledì 4 Novembre 2026, 19:40
Spagna: incidente ferroviario a Urda, si è dimesso il ministro Puente. Sánchez: “Passo di lato per dignità”
Il 12 novembre i funerali solenni presieduti dai Reali nella cattedrale di Toledo.
Si allarga l'eco politica e sociale della tragedia ferroviaria di Urda, in provincia di Toledo, costata la vita a 69 persone. Al termine di un'audizione in Parlamento, il ministro dei Trasporti spagnolo Óscar Puente ha rassegnato le proprie dimissioni a sei giorni dal disastro.
A stretto giro è arrivato l'intervento del premier Pedro Sánchez, che attraverso un messaggio pubblicato su X ha voluto sottolineare l'atto del suo collaboratore: “Óscar Puente ci ha messo la faccia, ha dato soluzioni e, poi, ha fatto un passo di lato. Per dignità. Di sua volontà. Per rispetto delle vittime e del progetto progressista”. In riferimento alle severe critiche avanzate dai partiti di opposizione, il leader socialista ha aggiunto: “Politici come lui danno dignità al nostro paese e ci dimostrano che non tutti siamo uguali. Mentre alcuni danno solo lezioni, altri danno tutto. Grazie di tutto, compagno”.
Sul fronte delle commemorazioni, la Casa Reale ha confermato che il re Felipe VI e la regina Letizia di Spagna presiederanno le esequie solenni per le vittime. I funerali si celebreranno giovedì 12 novembre alle ore 19:00 nella cattedrale di Toledo e saranno officiati dall'arcivescovo Francisco Cerro Chaves.
Alla cerimonia prenderanno parte i vescovi della regione Castiglia-La Mancia, il presidente della Conferenza episcopale spagnola monsignor Luis Javier Argüello e il presidente regionale Emiliano García-Page.
Contestualmente, nella capitale Madrid sono riprese le mobilitazioni sindacali dopo la sospensione osservata in segno di lutto per l'incidente ferroviario. Insegnanti, personale universitario e studenti degli atenei pubblici sono scesi in piazza nell'ambito di due giornate di sciopero per protestare contro i tagli ai finanziamenti e la carenza di organici, muovendosi in corteo fino alla sede del Partito Popolare al grido di “Ayuso ascolta, l'università è in lotta”.
Parallelamente, un presidio di medici e operatori sanitari si è radunato davanti all'assessorato alla Salute per chiedere la riapertura del tavolo negoziale sul lavoro straordinario e sui turni di guardia.
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