
- Prima Notizia 24
- Roma - Mercoledì 4 Novembre 2026, 19:45
Manovra, la Conferenza delle Regioni: “Il Fondo Sanitario Nazionale è insufficiente, rischiamo di non coprire i Lea”
I Governatori approvano una linea comune e chiedono a Governo e Parlamento di destinare ogni risorsa alla sanità. Fedriga: “Le risorse sono aumentate, ma l'inflazione e i costi corrono più del finanziamento”.
Posizione unitaria di tutti i Governatori sulla manovra finanziaria per il triennio 2027-2029.
Riuniti in seduta straordinaria, i presidenti di Regione hanno approvato una linea comune con cui chiedono formale revisione delle risorse destinate alla sanità pubblico-territoriale, invitando Governo e Parlamento “di indirizzare ogni risorsa finanziaria disponibile a favore dell’incremento ulteriore del Fondo sanitario nazionale”.
Pur prendendo atto dei numeri complessivi stanziati nel testo, che per il 2027 portano la dotazione del Fondo sanitario a 146,3 miliardi di euro con un incremento netto superiore ai 3,5 miliardi, le Amministrazioni regionali sottolineano il divario tra entrate e uscite operative.
Nella nota ufficiale si evidenzia infatti come si tratti di “un aumento che, tuttavia, non riesce a bilanciare la spesa sanitaria effettiva che cresce a un ritmo esponenziale a causa di inflazione, dei maggiori costi legati ai rinnovi contrattuali e della crescita di quelli energetici”.
Sui punti di sofferenza del sistema e sui rischi concreti per la tenuta dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) è intervenuto direttamente il presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga: “Nessuno intende disconoscere la realtà: i fondi per la sanità sono aumentati in questi anni di Governo Meloni. Il problema, semmai, è che la spesa corre più del finanziamento e con questa manovra di bilancio rischiamo di non riuscire più a garantire la copertura dei Lea”.
Nel prospettare le prossime tappe del confronto istituzionale sul disegno di legge di bilancio, Fedriga ha poi aggiunto: “Le Regioni già sono in difficoltà per i servizi che stanno assicurando con risorse proprie nel 2026 e, per il futuro, con l’effetto dell’inflazione e con l’impennata dei costi, abbiamo di fronte uno scenario a debito. Per questo chiediamo un correttivo durante l’iter parlamentare della legge di bilancio: occorre che sia veicolato su questo capitolo ogni eventuale risorsa si renda disponibile.
La salute è un diritto inviolabile e il servizio pubblico merita di essere sostenuto in modo incondizionato. Non è una partita tra Stato e Regioni, anzi. Siamo tutti impegnati a garantire servizi sanitari ai cittadini, sostegno ai più fragili, qualità delle cure, prevenzione e assistenza territoriale. Ecco perché oggi rappresenteremo al Presidente Meloni e al Governo una situazione di seria difficoltà, espressa in modo unanime dalla Conferenza”.
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