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  • Roma - Mercoledì 4 Novembre 2026, 19:15

Ok definitivo al Ddl Cinema: via libera all'unanimità dal Senato alla riforma del settore

Approvato con 123 voti favorevoli il testo unificato che introduce la nuova governance dell'audiovisivo. Giuli: “Risultato storico”. Borgonzoni: “Svolta bipartisan per tutelare sale e lavoratori”. Mollicone: “Regole certe e trasparenza”.

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Svolta per l'industria cinematografica e audiovisiva italiana. L'Aula del Senato ha approvato in via definitiva e all'unanimità, con 123 voti favorevoli, il testo unificato delle proposte di legge sul cinema.

Il provvedimento, articolato in sei articoli, ridisegna complessivamente l'assetto del comparto introducendo a partire dal 2028 l'Agenzia per il Cinema e l'audiovisivo e istituendo il Forum permanente del settore, affiancato da una nuova Commissione per la valutazione delle opere. Contestualmente, il testo delega il Governo a riordinare il sistema degli incentivi, del sostegno alle sale cinematografiche, della tutela della produzione indipendente e delle garanzie previdenziali per i lavoratori dello spettacolo.

Soddisfazione per l'esito del voto è stata espressa dal Ministro della Cultura, Alessandro Giuli: “L’approvazione definitiva della riforma del settore cinematografico e audiovisivo rappresenta un risultato storico per la cultura italiana. A dieci anni dalla legge del 2016, consegniamo all’intera filiera nuove regole, capaci di rispondere alle trasformazioni dell’industria e alle sfide delle nuove tecnologie. Il voto unanime del Senato sancisce il valore di un percorso condiviso tra maggioranza e opposizioni, nell’interesse di tutti gli operatori. È la conferma dello ‘stilnovo’ nei rapporti tra istituzioni e mondo del cinema, fondato sul dialogo, sulla fiducia e sulla responsabilità reciproca. Rafforziamo la trasparenza, tuteliamo il lavoro e la libertà creativa, valorizziamo i giovani talenti e la produzione indipendente. Ringrazio il Parlamento, le Commissioni Cultura della Camera e del Senato, il Sottosegretario Lucia Borgonzoni e quanti hanno contribuito a questo importante traguardo, che apre una nuova stagione per la cinematografia italiana”.

L'impatto economico e industriale della norma è stato poi dettagliato dal Sottosegretario alla Cultura, Lucia Borgonzoni: “Il via libera di oggi è un passaggio importante per un settore che non è solo cultura, ma anche industria e lavoro. Questo Governo ha fatto molto per il cinema, recuperando i fondi promessi, 70 milioni quest'anno e 150 il prossimo. Abbiamo fatto rinascere le sale in un momento difficile, l'Italia infatti è l'unico tra i principali mercati di riferimento tornato in territorio positivo rispetto al pre-Covid. Abbiamo lavorato molto anche sull'educazione all'immagine e, sull'intelligenza artificiale, normando la tutela di attori e sceneggiatori con un testo all'avanguardia, che è stata ripresa anche a livello europeo.

Questa riforma nasce quindi dall'ascolto della filiera e dalla volontà di dare al cinema italiano strumenti più moderni. Abbiamo cercato di tutelare il settore in ogni modo ed è per questo che siamo riusciti a fare una norma bipartisan e a trovare un punto di caduta tutti insieme. Ringrazio il ministro Giuli per l'impegno condiviso e il Parlamento per il lavoro svolto”.

Il valore strategico dell'intesa trasversale è stato sottolineato infine dal Presidente della Commissione Cultura della Camera, Federico Mollicone: “La legge approvata oggi in via definitiva dal Senato è un passaggio storico per la filiera cinematografica e strategico per tutta l'industria culturale nazionale. Questo provvedimento è il risultato di un percorso in cui maggioranza e opposizione — grazie anche al dialogo con associazioni, operatori, esperti, produttori e lavoratori della filiera — hanno saputo individuare obiettivi comuni nell'interesse del settore e, soprattutto, nell'interesse della Nazione. Con questa legge, insieme al Ministro Giuli, al Sottosegretario Borgonzoni e a tutto il Parlamento, abbiamo voluto superare definitivamente una stagione e restituire finalmente all'industria dell'audiovisivo regole certe, trasparenti e dignitose.

Discipliniamo, tra i primi in Europa, l'impiego dell'intelligenza artificiale a difesa del lavoro umano e dei creatori. Attraverso i criteri direttivi della delega al Governo contenuta nel testo, stabiliamo un quadro normativo certo, stabile, per dare tempi definiti e semplificazione a tutto il settore. Sosteniamo con forza le produzioni storiche e il cinema di genere. Rinnoviamo la governance del settore istituendo il Forum del cinema, che a costo zero darà voce diretta a tutta la filiera e al comparto video e videoludico. Prevediamo dal 2028 l'avvio dell'Agenzia per il cinema, accogliendo la proposta del grande regista Pupi Avati che per primo chiese e propose questo percorso. Separerà la gestione tecnica dall'indirizzo politico, non sul modello francese, ma su un modello originale e unicamente italiano”.

Entrando nei dettagli della manovra, Mollicone ha precisato gli interventi di razionalizzazione delle risorse e di contrasto agli squilibri di mercato: “Puntiamo, con decisione, sul rilancio di Cinecittà guidato da Manuela Cacciamani, sulla lotta alla pirateria e sulla chiarezza, con l'introduzione della figura del responsabile per i contributi e incentivi anche fiscali, un 'tax credit manager' che garantirà trasparenza e semplificazione. Sosteniamo la ristrutturazione delle sale e il recupero degli schermi. Tuteliamo la produzione indipendente. Evitiamo la concentrazione delle risorse verso pochi grandi gruppi e riserviamo tutele e finanziamenti dedicati alle opere con budget inferiore a un milione e mezzo di euro. Significa trovare un equilibrio, proteggere le opere prime e seconde, la sperimentazione dei giovani autori, il coraggio dei piccoli produttori.

Il Parlamento ha dimostrato che è capace di superare gli steccati ideologici e di liberare le energie creative della Nazione. Ringrazio il Ministro Giuli che, insieme al Sottosegretario Borgonzoni, hanno lavorato insieme al Parlamento per questo importante traguardo, i colleghi di maggioranza e opposizione per il lavoro svolto in VII Commissione alla Camera e al Senato, il relatore Cangiano e tutti gli uffici coinvolti. È questo il riformismo conservatore che abbiamo sempre sostenuto. Insieme al lavoro del Ministro Giuli e del Governo, lavoreremo all'esercizio delle deleghe approvate”.

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