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  • Roma - Martedì 9 Giugno 2026

Daniele Silvestri: "De Gregori? Ha perso un'occasione. Sono contrario alla sua decisione di non schierarsi"

A margine della presentazione del suo nuovo progetto discografico "Canzoni a Sdraio", l'artista romano critica apertamente le recenti dichiarazioni del collega sul dovere di neutralità dei musicisti di fronte alla cronaca e difende la scelta di campo di Bruce Springsteen sui fatti di Minneapolis: "Per come sono fatto io, non sono capace di non dare un'interpretazione".

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Il dibattito sull'impegno civile, politico e sociale nel mondo della musica leggera italiana si accende di un capitolo inedito, che vede contrapposti due tra i nomi più autorevoli della scuola cantautorale romana di diverse generazioni.

Nel corso della conferenza stampa di presentazione del suo ultimo lavoro discografico, intitolato “Canzoni a Sdraio”, Daniele Silvestri ha espresso un netto e fermo dissenso rispetto alle opinioni manifestate nei giorni scorsi da Francesco De Gregori in merito all'opportunità, per chi fa musica, di esporsi pubblicamente sui temi caldi dell'attualità geopolitica e sociale: “Pur amandolo molto, credo che Francesco De Gregori abbia perso un'occasione per non dichiarare nulla. Io sono assolutamente contrario alle sus parole”.

Il fulcro della polemica risiede nella differente concezione della funzione dell'intellettuale e dell'artista nella società odierna. Silvestri ha argomentato la propria visione chiarendo come la scelta di esprimere un giudizio sul presente non debba essere intesa come una costrizione burocratica per la categoria, quanto piuttosto come una necessità espressiva imprescindibile per la propria autenticità artistica: “Ognuno ha le sue opinioni, ma la mia storia credo che chiarisca abbastanza bene le mie: non credo sia un obbligo per un artista prendere posizione per forza, ma per come sono fatto io, per quello che ho sempre pensato, non sono capace nel descrivere il mondo di non dare un'interpretazione. È l'unico modo in cui sento vero quello che scrivo”.

La discussione ha preso spunto da un caso specifico sollevato in precedenza dall'autore di Rimmel, il quale aveva espresso perplessità e riserve sulle immediate reazioni pubbliche di alcune star internazionali di fronte ai drammatici fatti di cronaca nera e alle conseguenti tensioni sociali registrate nella città statunitense di Minneapolis. In particolare, De Gregori aveva espresso un giudizio critico sull'attivismo di Bruce Springsteen, considerandolo quasi fuori luogo. Una lettura respinta al mittente da Silvestri con toni appassionati: “Io quando ho visto Springsteen cantare nell'immediatezza delle cose che stavano succedendo l'ho trovato strepitoso. Non c'ho visto niente di ridicolo, come è sembrato dire Francesco. Non sono per niente d'accordo con lui”.

Le dichiarazioni di Silvestri confermano la linea di coerenza di un percorso professionale da sempre ancorato alla narrazione della realtà e dei diritti, riaprendo una storica riflessione su quanto la canzone d'autore possa e debba farsi specchio militante delle fratture del proprio tempo.

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