
- Prima Notizia 24
- Milano - Venerdì 12 Giugno 2026
Delitto di Garlasco: Alberto Stasi lascia il carcere, ottenuto l'affidamento in prova
I magistrati del Tribunale di Sorveglianza di Milano accolgono la richiesta dei legali dell'ex studente bocconiano, già supportata dal parere positivo della Procura Generale.
Alberto Stasi torna in libertà, lasciando l'istituto di pena per transitare verso la misura alternativa dell'affidamento in prova ai servizi sociali. La disposizione è stata siglata dai giudici del Tribunale di Sorveglianza del capoluogo lombardo, i quali hanno esaminato e validato la documentazione depositata dal collegio difensivo dell'allora compagno di Chiara Poggi.
Il percorso verso la scarcerazione aveva già incassato un importante punto a favore con il riscontro della Procura Generale, che si era espressa favorevolmente rispetto alla concessione della misura esterna.
Per l'ex consulente finanziario si tratta del completamento di un percorso di graduale riapertura verso l'esterno; Stasi beneficiava infatti del regime di semilibertà già dal 2025, un'agevolazione concessa dopo che i magistrati di legittimità della Corte di Cassazione avevano valutato con parametri ampiamente positivi la sua condotta interna e i progressi compiuti nel programma di reinserimento nella comunità civile.
Il mutamento dello status detentivo risponde esclusivamente ai parametri previsti dall'ordinamento penitenziario per l'espiazione della pena e non si intreccia con i futuri sviluppi legali che puntano a rimettere in discussione il verdetto di colpevolezza. I legali hanno infatti tenuto a precisare che l'accoglimento dell'affidamento in prova non presenta alcun tipo di connessione giuridica con l'istanza di revisione del processo penale che la difesa si appresta a incardinare formamente.
Quest'ultima linea d'azione, volta a ribaltare la sentenza definitiva, poggia sugli elementi emersi nell'ambito dell'attività investigativa parallela che ha visto l'iscrizione nel registro degli indagati di un altro soggetto, Andrea Sempio.
Due binari paralleli, quindi: da un lato la prosecuzione dell'iter riparativo e sociale fuori dalle celle, dall'altro la battaglia legale per cercare di riaprire il caso sul delitto del 2007.
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