Luigi Di Maio, il ministro degli Esteri in quota 5Stelle, leader del Movimento fino a gennaio 2020, ancora molto influente tanto che in molti lo definiscono il contraltare di Conte, parla in un’intervista al Corriere della Sera. Delinea la sua idea su Quirinale, voto anticipato, rapporti col Pd e legge elettorale. I 5Stelle hanno il più grande gruppo parlamentare tra Camera (159) e Senato (74).
La dichiarazione di Luigi Di Maio.
“Dobbiamo eleggere chi tutela l’interesse nazionale e garantisce l’unità del Paese. Il dialogo dovrà essere ampio tra tutte le forze politiche”, ha detto sul Quirinale.
Su Berlusconi? “Salvini e Meloni si affrettano sia a candidarlo sia a dire che i voti non ci sono. Il punto è che potrebbe essere affossato dallo stesso centrodestra”. Sul voto anticipato è convinto che “non” si debba votare. “Non possiamo, adesso, perdere tra i 4 e i 5 mesi. Andate a vedere i Paesi dove ci sono state campagne elettorali o crisi di governo: curve dei contagi in salita, esecutivi bloccati nelle scelte. La data prevista è il 2023: mettiamo in sicurezza l’Italia e poi andiamo alle urne”, ha aggiunto.
Luigi Di Maio traccia anche la sua linea sull’alleanza del cosiddetto “campo largo progressista”, l’alleanza con il partito di Enrico Letta. “Con il Pd - ha detto - lavoriamo molto bene: dove ci siamo presentati assieme abbiamo portato a casa risultati molto importanti. Non penso solo a Napoli e a Bologna ma anche a Comuni medi e piccoli. Sono i fatti a dimostrare che il legame tra noi e il Partito democratico sta funzionando”.
Sulla riforma della legge elettorale boccia il maggioritario. “Questo è un Paese che finché avrà una democrazia di modello parlamentare con la fiducia al governo avrà bisogno di un sistema proporzionale”, ha concluso Di Maio.
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