All'interno del Dl Migranti "c'è un fondo di sadismo, una volontà di umiliare le persone, colpirne la dignità come dimostra persino la cancellazione del supporto psicologico e dell'insegnamento dell'italiano nei centri di accoglienza.
Con l'aggravante del governo Meloni che ha voluto identificarlo con il nome di Cutro, il luogo di una strage che ha turbato al tempo stesso i sopravvissuti, i familiari delle vittime e tutti coloro, cittadine e cittadini italiani, che hanno raccolto uno ad uno i 94 cadaveri, e tra questi 35 minori.
La destra tratta come merce umana quanti fuggono dalle guerre, fallendo contestualmente gli impegni elettorali per fermare le stragi in mare, il traffico di essere umani, gli scafisti. Così si annienta la storia solidaristica del nostro Paese e anche la storia di quegli italiani che dall'800 in poi sono andati, a cercare fortuna in altri Stati per fuggire dalla miseria come questi compagni di vita nel mondo".
Così il deputato del Pd Silvio Lai, nel corso del suo intervento alla Camera per le dichiarazioni di voto sul Dl Migranti.
"Noi abbiamo bisogno di nuovi italiani, nuovi residenti nei prossimi dieci anni di fronte ad una preoccupante riduzione della popolazione italiana. Lo dimostrano le richieste delle imprese italiane che hanno sollecitato l'aumento numerico (da 80 a 240 mila) di lavoratori stranieri da accogliere per poter soddisfare le esigenze delle loro attività, dall'agricoltura, al turismo alla ristorazione.
Dall'altra parte va affrontata subito e seriamente la crisi della natalità ma qualunque azione non potrà che dare risultati tra 20 anni. E nel frattempo? Con il decreto Cutro è stata cancellata anche la protezione speciale per chi fugge dalle guerre. Una brutta pagina per il nostro Paese di cui la destra dovrà rispondere non nella cronaca ma nella storia", conclude il parlamentare.
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