Mario Draghi si è presentato in Parlamento per chiarire le ragioni per cui giovedì ha rassegnato le sue dimissioni dal ruolo di Presidente del Consiglio, dopo che il M5S ha aperto la crisi di governo.
Poco prima di iniziare il suo discorso, il premier ha ravvisato problemi tecnici con il microfono, poi risolti: "Io credo che ci sia qualcosa che non funziona", ha detto, per poi proseguire: "Vediamo, forse ora va meglio, va meglio".
"Ho rassegnato le mie dimissioni giovedi scorso, la decisione è seguita al venire meno della maggioranza di unità nazionale che ha appoggiato questo governo sin dalla sua nascita. Il Presidente della Repubblica ha respinto le dimissioni, decisione che ho condiviso, per venire a spiegare in Parlamento le ragioni di una scelta tanto sofferta quanto dovuta", ha detto Draghi.
“A lungo le forze di maggioranza hanno saputo mettere da parte le divisioni per consentire interventi rapidi ed efficaci per il bene di tutti i cittadini. L’unità nazionale è stata la miglior garanzia della legittimità democratica di questo esecutivo e della sua efficacia. Un presidente del Consiglio che non si è presentato agli elettori deve avere in Parlamento una maggioranza più ampia possibile”, ha proseguito, per poi aggiungere: “Le riforme del Consiglio Superiore della Magistratura, del catasto, delle concessioni balneari hanno mostrato un progressivo sfarinamento della maggioranza sull’agenda di modernizzazione del Paese”. “Purtroppo, con il passare dei mesi, a questa domanda di coesione che arrivava dai cittadini le forze politiche hanno opposto un crescente desiderio di distinguo e divisione”, ha detto ancora Draghi.
Per quanto riguarda la situazione ucraina, “non abbiamo mai cessato la nostra ricerca della pace. Una pace che deve essere accettabile dall’Ucraina, sostenibile, duratura”. “Siamo stati tra i primi a impegnarci perché Russia e Ucraina potessero lavorare insieme per evitare una catastrofe alimentare, e allo stesso tempo aprire uno spiraglio negoziale. I progressi che si sono registrati la settimana scorsa in Turchia sono incoraggianti, e auspichiamo possano essere consolidati”.
Il premier si è quindi rivolto ai partiti, a cui ha dato il merito per i risultati raggiunti dall'Italia nel fronteggiare le emergenze di quest'ultimo periodo: “Il merito di questi risultati è stato vostro, della vostra disponibilità a mettere da parte le differenze e lavorare per il bene del Paese, con pari dignità, nel rispetto reciproco”. “La vostra è stata la migliore risposta all’appello dello scorso febbraio del Presidente della Repubblica e alla richiesta di serietà, al bisogno di protezione, alle preoccupazioni per il futuro che arrivano dai cittadini”, ha proseguito.
“Gli italiani hanno sostenuto questo miracolo civile, e sono diventati i veri protagonisti delle politiche che di volta in volta mettevamo in campo”.“L’Italia - ha evidenziato Draghi - è forte quando sa essere unita” nell'affrontare le emergenze: “Penso al rispetto paziente delle restrizioni per frenare la pandemia, alla straordinaria partecipazione alla campagna di vaccinazione. Penso all’accoglienza spontanea offerta ai profughi ucraini, accolti nelle case e nelle scuole con affetto e solidarietà. Penso al coinvolgimento delle comunità locali al Pnrr, che lo ha reso il più grande progetto di trasformazione dal basso della storia recente. Mai come in questi momenti sono stato orgoglioso di essere italiano”.
“Non votare la fiducia a un governo di cui si fa parte ha un significato politico chiaro. Non si può ignorarlo, perché significherebbe ignorare il Parlamento, non si può ignorarlo perché vorrebbe dire consentire di ripeterlo. Non è possibile minimizzarlo perché viene mesi dopo mesi di strappi e ultimatum”, ha poi proseguito.
“L’unica strada se vogliamo ancora restare insieme è ricostruire da capo questo patto di fiducia, con coraggio, altrusimo, credibilità. A chiederlo sono soprattutto gli italiani”. “La mobilitazione di questi giorni di cittadini e associazioni è senza precedenti ed è impossibile da ignorare”, dato che “ha coinvolto il terzo settore, la scuola e l’università, il mondo dell’economia, delle professioni e dell’imprenditoria, lo sport. Si tratta di un sostegno immeritato, ma per il quale sono enormemente grato. In particolare mi hanno colpito l’appello dei sindaci” e anche “quello del personale sanitario, gli eroi della pandemia, verso cui la nostra gratitudine collettiva è immensa".
"La riforma della concorrenza serve a promuovere la crescita, ridurre le rendite, favorire investimenti e occupazione. Con questo spirito abbiamo approvato norme per rimuovere gli ostacoli all’apertura dei mercati, alla tutela dei consumatori. La riforma tocca i servizi pubblici locali, inclusi i taxi, e le concessioni di beni e servizi, comprese le concessioni balneari. Il disegno di legge deve essere approvato prima della pausa estiva, per consentire entro la fine dell’anno l’ulteriore approvazione dei decreti delegati, come previsto dal PNRR. Ora c’è bisogno di un sostegno convinto all’azione dell’esecutivo – non di un sostegno a proteste non autorizzate, e talvolta violente, contro la maggioranza di governo”, ha poi detto Draghi, che ha aggiunto: “Accanto al PNRR, c’è bisogno di una vera agenda sociale, che parta dai più deboli, come i disabili e gli anziani non autosufficienti.L’aumento dei costi dell’energia e il ritorno dell’inflazione hanno causato nuove diseguaglianze, che aggravano quelle prodotte dalla pandemia”.
“Fin dall’avvio del governo abbiamo condiviso con i sindacati e le associazioni delle imprese un metodo di lavoro che prevede incontri regolari e tavoli di lavoro. Questo metodo è già servito per gestire alcune emergenze del Paese: dalla ripresa delle attività produttive nella fase pandemica fino alla sicurezza del lavoro, su cui molto è stato fatto e molto resta ancora da fare. Oggi è essenziale proseguire in questo confronto e definire in una prospettiva condivisa gli interventi da realizzare nella prossima legge di bilancio”.
Per quanto riguarda le tasse, “l’autunno scorso il Governo ha dato il via al disegno di legge delega per la revisione del fisco. Siamo consapevoli che in Italia il fisco è complesso e spesso iniquo. Per questo non abbiamo mai aumentato le tasse sui cittadini. Tuttavia per questo occorre procedere con uno sforzo di trasparenza. Intendiamo ridurre le aliquote Irpef a partire dai redditi medio-bassi; superare l’Irap; razionalizzare l’Iva”.“I primi passi sono stati compiuti con l’ultima legge di bilancio, che ha avviato la revisione dell’Irpef e la riforma del sistema della riscossione. In Italia l’Agenzia delle Entrate-Riscossione conta 1.100 miliardi di euro di crediti residui, pari a oltre il 60% del prodotto interno lordo nazionale – una cifra impressionante. Dobbiamo quindi approvare al più presto la riforma fiscale, che include il completamento della riforma della riscossione, e varare subito dopo i decreti attuativi”, ha proseguito il premier.
“Dobbiamo tenere le mafie lontane dal Pnrr, è il modo migliore per onorare la memoria di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, e degli uomini e donne delle loro scorte, a trent’anni dalla loro barbara uccisione”, ha poi detto Draghi, a cui è stata tributata una standing ovation da parte di tutti i presenti nel momento in cui ha ricordato i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, uccisi dalla mafia trent'anni fa.
“Per quanto riguarda la giustizia, abbiamo approvato la riforma del processo penale, del processo civile e delle procedure fallimentari e portato in Parlamento la riforma della giustizia tributaria. Queste riforme sono essenziali per avere processi giusti e rapidi, come ci chiedono gli italiani. È una questione di libertà, democrazia, prosperità. Le scadenze segnate dal PNRR sono molto precise. Dobbiamo ultimare entro fine anno la procedura prevista per i decreti di attuazione della legge delega civile e penale. La legge di riforma della giustizia tributaria è in discussione al Senato, e deve essere approvata entro fine anno”.
“Quest’anno, l’andamento della finanza pubblica è migliore delle attese e ci permette di intervenire, come abbiamo fatto finora, senza nuovi scostamenti di bilancio. Bisogna adottare entro i primi giorni di agosto un provvedimento corposo per attenuare l’impatto su cittadini e imprese dell’aumento dei costi dell’energia, e poi per rafforzare il potere d’acquisto, soprattutto delle fasce più deboli della popolazione”.
“Il reddito di cittadinanza è una misura importante per ridurre la povertà, ma può essere migliorato per favorire chi ha più bisogno e ridurre gli effetti negativi sul mercato del lavoro”, ha sottolineato il premier.
“A livello europeo è in via di approvazione definitiva una direttiva sul salario minimo, ed è in questa direzione che dobbiamo muoverci, insieme alle parti sociali, assicurando livelli salariali dignitosi alle fasce di lavoratori più in sofferenza”.
In merito al settore energetico, “dobbiamo accelerare l’istallazione dei rigassificatori – a Piombino e a Ravenna. Non è possibile affermare di volere la sicurezza energetica degli italiani e poi, allo stesso tempo, protestare contro queste infrastrutture. Si tratta di impianti sicuri, essenziali per il nostro fabbisogno energetico, per la tenuta del nostro tessuto produttivo. Dobbiamo ultimare l’istallazione del rigassificatore di Piombino entro la prossima primavera. È una questione di sicurezza nazionale”.
Per quanto riguarda l'economia, inoltre, "c’è bisogno di una riforma delle pensioni che garantisca meccanismi di flessibilità in uscita in un impianto sostenibile, ancorato al sistema contributivo".
“In politica estera, abbiamo assistito a tentativi di indebolire il sostegno del Governo verso l’Ucraina, di fiaccare la nostra opposizione al disegno del Presidente Putin. Le richieste di ulteriore indebitamento si sono fatte più forti proprio quando maggiore era il bisogno di attenzione alla sostenibilità del debito”, ha continuato il premier, per poi aggiungere: “Dobbiamo continuare a sostenere l’Ucraina in ogni modo, come questo Parlamento ha impegnato il Governo a fare con una risoluzione parlamentare. Come mi ha ripetuto ieri al telefono il Presidente Zelensky, armare l’Ucraina è il solo modo per permettere agli ucraini di difendersi”. "Tutto questo richiede un Governo che sia davvero forte e coeso e un Parlamento che lo accompagni con convinzione, nel reciproco rispetto dei ruoli. All’Italia non serve una fiducia di facciata, che svanisca davanti ai provvedimenti scomodi”, ha poi avvertito Draghi.
“Serve un nuovo patto di fiducia, sincero e concreto, come quello che ci ha permesso finora di cambiare in meglio il Paese. I partiti e voi parlamentari – siete pronti a ricostruire questo patto? Siete pronti a confermare quello sforzo che avete compiuto nei primi mesi, e che poi si è affievolito? Siamo qui, in quest’aula, oggi, a questo punto della discussione, perché e solo perché gli italiani lo hanno chiesto. Questa risposta a queste domande non la dovete dare a me, ma la dovete dare a tutti gli italiani”, ha concluso Draghi.
Al termine del suo discorso, il premier è stato applaudito da tutti i parlamentari, tranne che quelli del M5S e della Lega.
“Se eravamo già in questi giorni convinti di rinnovare la fiducia al governo Draghi siamo ancora più convinti di farlo dopo averlo ascoltato”. Così, su Twitter, il Segretario del Pd, Enrico Letta, a margine delle comunicazioni del Presidente del Consiglio, Mario Draghi, in Senato. Per quanto riguarda la Lega, il Segretario Matteo Salvini si è riunito con i suoi ministri, sottosegretari e parlamentari a Palazzo Madama. “Continua l’ascolto e l’approfondimento di Matteo Salvini”, precisano alcune fonti.
“Anche nelle ultime ore”, evidenziano, Salvini “ha avuto colloqui con amministratori locali, imprenditori, rappresentanti di categorie professionali e sindacali”. “Il collegamento con Silvio Berlusconi è costante. In questi minuti, Salvini sta raccogliendo i pareri della Lega dopo l’intervento del presidente Draghi”.
“Penso che Draghi abbia fatto il discorso che doveva fare, non aveva alternativa e ha detto con chiarezza i punti su cui vuole la fiducia, ha detto di non volere una fiducia di facciata altrimenti si va a casa. Penso che questo sia l’unico atteggiamento di serietà possibile da parte del premier e anche da parte della maggioranza che lo sostiene. Io non avrei apprezzato un Draghi che si metteva a fare il suk in Parlamento”. E' quanto ha detto il capo politico di Italia Viva, Matteo Renzi, ai microfoni del Tg1.
“Adesso vedremo cosa faranno Conte e Salvini, vedremo chi vuole portare il paese a votare e chi invece continuare. Un pronostico? 1X2 perché non abbiamo a che fare con persone che hanno un approccio politico tradizionale, spesso fanno cose senza senso specialmente in questo periodo, ricordiamo il Papeete nel 2019 e l’apertura della crisi assurda sul termovalorizzatore di Roma la settimana scorsa. Io voterò convinto per la fiducia perché sono dalla parte di Draghi e penso che la stragrande maggioranza degli italiani non voglia oggi la conclusione della legislatura in questo modo perché poi le conseguenze le paga la gente, però dipende molto da Salvini e Conte. Se Lega e M5S non votano la fiducia si va ad elezioni”, ha concluso.
Le comunicazioni di Draghi in Senato hanno avuto un effetto altalenante sui mercati: dopo un andamento negativo, con il FtseMib che ha perso lo 0,31%, durante l'intervento del premier, Piazza Affari è arrivata a guadagnare lo 0,65%, per poi attestarsi a +0,45%, a 21.797 punti subito dopo la fine dell'intervento, per poi perdere lo 0,21% a 21.650 punti, mentre lo Spread è passato da 204 a 200 punti base, con il rendimento dei Btp a 10 anni che è arrivato a toccare il 3,18%.
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