Migranti: caso Rackete, Stato condannato a risarcire Sea Watch. Scontro governo-toghe

Viminale e Trasporti dovranno pagare 76mila euro. Salvini evoca il referendum. Ong: "Sconfitta per chi abusa del potere".

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Mercoledì 18 Febbraio 2026
Palermo - 18 feb 2026 (Prima Notizia 24)

Viminale e Trasporti dovranno pagare 76mila euro. Salvini evoca il referendum. Ong: "Sconfitta per chi abusa del potere".

La vicenda della Sea Watch 3, che nel giugno 2019 forzò il blocco navale a Lampedusa speronando una motovedetta della Guardia di Finanza, torna a infiammare il dibattito politico dopo la sentenza del Tribunale di Palermo.

I giudici hanno stabilito che lo Stato dovrà versare 76.435 euro alla Ong tedesca per un fermo amministrativo ritenuto illecito a causa di vizi procedurali della Prefettura di Agrigento.

La sentenza ripercorre le tappe di uno scontro iniziato con l'arresto (poi archiviato nel 2021) di Carola Rackete. Il Tribunale ha rilevato come il "silenzio" dell'amministrazione davanti al ricorso della Ong avrebbe dovuto liberare la nave ben prima del dicembre 2019.

"Mentre sulle spiagge italiane riaffiorano cadaveri, il governo individua ancora nelle Ong il nemico da abbattere", accusa Giorgia Linardi (Sea Watch), rivendicando la legittimità dell'azione della comandante tedesca.

Parole che scatenano la maggioranza. Matteo Salvini parla di "giustizia che non funziona" e rilancia l'appuntamento referendario di fine marzo.

Per il senatore di Fratelli d'Italia, Raffaele Speranzon, si tratta di una "sentenza vergognosa" emessa da una parte di giudici che "pensa di fermare le politiche di difesa del territorio nazionale".

Il caso rinfocola la tensione tra potere esecutivo e ordine giudiziario, proprio mentre il Governo rivendica la linea dura contro gli sbarchi irregolari.


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