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  • Roma - Giovedì 27 Agosto 2026

Ebola, l'Oms dichiara ufficiale la fine dell'epidemia in Uganda: 42 giorni senza nuovi contagi

Il focolaio provocato dal ceppo Bundibugyo si chiude dopo oltre un mese di osservazione dall'ultimo caso. Tedros (Oms): "Azione decisa, esempio per il continente". Resta l'allarme nella Rd del Congo.

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L'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) e i Centri Africani per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie (Africa Cdc) hanno annunciato ufficialmente la fine dell'epidemia di Ebola in Uganda scatenata dal ceppo Bundibugyo.

La dichiarazione arriva dopo il superamento del traguardo dei 42 giorni consecutivi privi di nuovi casi confermati, periodo di sorveglianza scattato lo scorso 16 luglio con la dimissione dell'ultimo paziente ospedalizzato.

L'arco temporale di sei settimane rappresenta il doppio del tempo di incubazione del virus, parametro internazionale stabilito per decretare la cessazione del contagio sul territorio.

"L’Uganda ha dimostrato che, con un’azione decisa, le epidemie di Ebola possono essere rapidamente portate sotto controllo", ha evidenziato il Direttore Generale dell'Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, sottolineando come l'attenzione alla prevenzione, il rafforzamento del tracciamento comunitario e la gestione dei valichi abbiano permesso di tutelare la salute pubblica senza fermare gli scambi di merci e persone.

L'emergenza era scattata il 15 maggio . Nel complesso il bilancio in territorio ugandese ha registrato 20 casi confermati: 15 dei quali importati dalla vicina Repubblica Democratica del Congo e 5 sviluppatisi a livello locale tra contatti stretti e personale sanitario.

Il bilancio finale è di 18 guarigioni e 2 decessi, a fronte di oltre 800 contatti individuati e sottoposti a isolamento e sorveglianza da parte delle autorità sanitarie di Kampala.

"Questa è una vittoria per l’Uganda e un’importante lezione per il nostro continente – ha dichiarato Jean Kaseya, direttore generale dell’Africa Cdc –. Ora dobbiamo proteggere questo risultato, accelerando al tempo stesso la risposta nella Repubblica Democratica del Congo. Saremo al sicuro solo quando la trasmissione sarà fermata ovunque".

Concetto ribadito da Mohamed Janabi, direttore regionale Oms per l'Africa, che ha richiamato l'importanza di capitalizzare gli investimenti strutturali realizzati in questi mesi.

Nonostante la cessazione del focolaio ugandese, la guardia resta alta a causa della persistenza del virus nella Rd del Congo, favorita dai frequenti flussi commerciali e dagli spostamenti transfrontalieri.

Nel rinnovare le linee guida, l'Oms ha comunque sconsigliato l'adozione di limitazioni ai viaggi o blocco delle frontiere, invitando piuttosto i Paesi limitrofi a consolidare i presidi diagnostici, i protocolli di prevenzione nelle strutture ospedaliere e la cooperazione tra stati confinanti.

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