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- Roma - Venerdì 14 Agosto 2026
Energia, Oxford Economics: "Più che il caldo, l'Europa deve temere l'inverno"
Per gli analisti il prossimo inverno potrebbe essere il più difficile dal 2021 per le forniture. Non si esclude la necessità di sospendere l'embargo al gas russo.
Mentre il continente affronta una nuova e intensa ondata di calore, a preoccupare maggiormente gli esperti sono le prospettive della stagione fredda.
Secondo uno studio condotto dagli analisti di Oxford Economics, l'Europa si appresta a vivere un periodo che potrebbe rivelarsi "il più difficile da quello del 2021-2022 in termini di forniture di energia". I tecnici dell'istituto evidenziano infatti come "si sono materializzati diversi rischi sulle forniture di gas, con scorte storicamente basse a pochi mesi dall'inizio della stagione fredda", una combinazione che "potrebbe portare l'inflazione sopra il 3,5% a fine anno, per mantenersi sopra il 3% nel 2027, dando fiato ai falchi della Bce in tema di tassi".
Il quadro attuale presenta comunque elementi di stabilità differenti rispetto al passato recente. I ricercatori chiariscono che "a differenza dell'inverno del 2021-2022, la carenza fisica di gas è solo un rischio remoto, in quanto oggi c'è un'offerta globale maggiore di gas naturale liquefatto (Gnl) e ci sono più terminal di importazione attivi".
Tuttavia, il contesto geopolitico e produttivo resta delicato, dal momento che "lo stretto di Hormuz rimane effettivamente chiuso e le interruzioni della produzione norvegese di gas sono aumentate", senza contare che "il gas naturale ha sopperito alla minor produzione idroelettrica e delle centrali nucleari".
Gli esperti ricordano che "sebbene l'Ue abbia ridotto i propri consumi di gas del 15/20% negli ultimi anni, il continente rimane fortemente legato all'andamento climatico dei mesi invernali e una stagione più fredda del normale potrebbe far balzare i prezzi del gas". Un'ulteriore incognita sul bilancio energetico europeo è rappresentata dalle dinamiche d'importazione da Mosca.
Nel report si sottolinea come "la Russia rimane un jolly e vale ancora circa il 15% delle importazioni europee di gas", avvertendo che "un altro taglio unilaterale nelle forniture, come avvenne tra il 2021 e il 2022, potrebbe portare a una nuova spirale dei prezzi, con timori per una carenza materiale di gas".
Pur trattandosi di uno scenario considerato secondario, gli analisti di Oxford Economics precisano che "si tratta di un rischio remoto, ma l'Ue potrebbe essere costretta a dover sospendere l'embargo sul gas russo".
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