Famiglia nel bosco, Comitati Civici per il Sì: "Certi giudici e assistenti sociali hanno nostalgie giacobine, così Italia simile alla Ddr"

"Rischiamo un approccio che aggredisce le libertà: la persona e la famiglia vengono prima dello Stato-giudice, il sì al referendum è l'unica risposta".

(Prima Notizia 24)
Venerdì 06 Marzo 2026
Roma - 06 mar 2026 (Prima Notizia 24)

"Rischiamo un approccio che aggredisce le libertà: la persona e la famiglia vengono prima dello Stato-giudice, il sì al referendum è l'unica risposta".

“Con questo approccio giacobino rischiamo di assomigliare alla repubblica democratica tedesca di triste memoria, quando capi di stato aggredivano ricorrentemente le libertà delle persone.

Ha ragione l'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza Marina Terragni, allarmata per le possibili irreparabili conseguenze di questa decisione sulla salute psicofisica dei tre bambini”.

Così i vertici dei Comitati Civici per un Giusto SI', Maurizio Sacconi, Gaetano Armao e Domenico Menorello intervengono sul caso della famiglia del bosco, dopo la quasi certa decisione di spostare i minori Trevaillon dalla casa famiglia che li ospita in un'altra struttura staccandoli brutalmente dalla madre Catherine Birmingham.

“Per quel che fanno apparire, giudice e assistente sociale sembrano voler imporre proprie norme contro il diritto naturale e quello vigente – osservano - . La consecutio degli atti scopre una ideologica diffidenza nei confronti della famiglia, anche quando i figli non vivono una condizione di pericolo.

Perché dopo mesi e mesi questa imposizione innaturale? Ricorda l'assunto di Rousseau, teso a un astratto stato pre-familiare, con la pretesa egemonia dello 'stato-giudice' sulle relazioni più sensibili.

Ha davvero ragione la Garante dell'infanzia quando chiede con urgenza il ripristino della consuetudine genitoriale anche attraverso una perizia davvero indipendente.

Si tratta di un caso emblematico di repubblica giudiziaria che entra nelle con un approccio giacobino. L'Italia rischia di assomigliare alla Ddr: per questa ragione il voto per il sì al referendum diventa sempre più importante: la persona e la famiglia viene prima, come scandiscono ancora le nostre leggi”


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