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- Firenze - Martedì 8 Settembre 2026
Femminicidio di Barberino, i verbali della madre di Lorena: "Minacciata con un coltello prima di scappare"
I verbali di Antonia Argentiero ricostruiscono l'escalation di violenze vissuta dalla 45enne nei mesi precedenti all'aggressione. Dalla convivenza al Galluzzo alla fuga in Puglia: "Dopo l'ultimo attacco ha avuto paura".
Ripercorrono l'escalation di violenze, i condizionamenti e gli attacchi d'ira subiti da Lorena Isceri prima del tragico epilogo le testimonianze rese ai magistrati dalla madre della vittima, Antonia Argentiero.
Come riportato dal Corriere Fiorentino, i verbali ricostruiscono gli ultimi mesi della relazione tra la 45enne e Federico Vella, culminata con il sequestro della donna e la sua morte dopo essere stata lanciata dal cavalcavia dell'A1 a Barberino del Mugello.
La relazione, iniziata nell'ottobre del 2024 dopo un incontro in palestra, era proseguita con la convivenza nella casa dell'uomo al Galluzzo. I primi segnali di tensione risalgono ad aprile, quando la donna scopre una conversazione sul telefono di Vella in cui l'uomo dichiara a un amico di essersi innamorato di un'altra persona.
Alla decisione di Lorena di interrompere il rapporto, il compagno reagisce distruggendo gli oggetti di casa e provocandole lesioni ai piedi a causa dei vetri infranti a terra.
Dopo una fase di apparente riavvicinamento e una vacanza in Grecia ad agosto, segnata da un messaggio inviato da Lorena alla propria ginecologa per sfogare le proprie preoccupazioni, l'atteggiamento dell'uomo si inasprisce nuovamente. Nel corso di una seduta da uno psicanalista, Vella accusa il professionista di essere stato pagato dalla compagna per favorire la separazione, provocando l'interruzione della terapia.
La situazione precipita definitivamente poco prima di Ferragosto quando, al culmine di un litigio nell'abitazione dell'uomo, Vella impugna un coltello per minacciare la donna e cerca di impedirle fisicamente di uscire di casa. Riuscita a liberarsi, Lorena si rifugia dai genitori in Puglia dal 15 al 28 agosto per sfuggire a continue chiamate e messaggi.
Al suo rientro a Firenze per motivi di lavoro, il 1 settembre Vella la ricontatta affermando di voler iniziare un nuovo percorso d'analisi. Tre giorni dopo l'aggressione mortale. Nella stessa giornata il 36enne invia diversi messaggi alla madre della vittima, fino all'ultimo messaggio ricevuto alle 14:58: "Tua figlia è morta".
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