
- Prima Notizia 24
- Roma - Mercoledì 20 Maggio 2026
Flotilla, Mattarella: "Da Ben-Gvir atto incivile, livello infimo di un Ministro"
Il capo dello Stato condanna duramente le umiliazioni inflitte ai volontari internazionali nel porto di Ashdod. Palazzo Chigi e la Farnesina pretendono le scuse da Tel Aviv: "Superata la linea rossa". Netanyahu prende le distanze dalle provocazioni del suo ministro dell'ultradestra.
Il sequestro della Global Sumud Flotilla si trasforma in una rottura diplomatica senza precedenti tra l'Italia e lo Stato di Israele. La diffusione dei video propagandistici girati nel porto di Ashdod, nei quali i volontari internazionali — inclusi numerosi cittadini italiani — vengono mostrati ammanettati, bendati e sottoposti a pesanti umiliazioni fisiche e psicologiche, ha provocato la durissima reazione dei vertici istituzionali di Roma.
Ad alzare la voce in prima persona è il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Il capo dello Stato ha censurato formalmente la condotta delle autorità di Tel Aviv, definendola un "trattamento incivile inflitto a persone fermate illegalmente in acque internazionali, che tocca un livello infimo ad opera di un ministro del governo di Israele".
La fermezza del Quirinale ha trovato immediata sponda nell'azione dell'esecutivo. In una nota congiunta, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro degli Esteri Antonio Tajani hanno espresso totale sdegno per le torture inflitte ai cooperanti: "Le immagini del ministro israeliano Ben Gvir sono inaccettabili. È inammissibile che questi manifestanti, fra cui molti cittadini italiani, vengano sottoposti a questo trattamento lesivo della dignità della persona".
I due leader politici hanno annunciato contromisure repentine per tutare i connazionali prigionieri, pretendendo un passo indietro ufficiale da parte del gabinetto di Netanyahu: "Il Governo italiano sta immediatamente compiendo, ai più alti livelli istituzionali, tutti i passi necessari per ottenere la liberazione immediata dei cittadini italiani coinvolti. L'Italia pretende inoltre le scuse per il trattamento riservato a questi manifestanti e per il totale disprezzo dimostrato nei confronti delle esplicite richieste del Governo italiano".
Per dare seguito a questa dura presa di posizione, Palazzo Chigi ha ordinato un atto di forte rottura burocratica: "Per questi motivi, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale convocherà immediatamente l'ambasciatore israeliano per chiedere chiarimenti formali su quanto accaduto".
Nel corso della giornata, lo stesso Tajani ha confermato l'avvenuta convocazione del diplomatico israeliano presso la Farnesina, ribadendo la gravità dello strappo: "Quanto emerge dal video del ministro Ben Gvir è assolutamente inaccettabile e contro ogni elementare tutela della dignità umana. D'intesa con il presidente del consiglio ho fatto convocare immediatamente alla Farnesina l'ambasciatore d'Israele in Italia". Il capo della diplomazia ha poi chiarito che le azioni dell'alleato mediorientale non resteranno prive di conseguenze: "Per quanto ci riguarda è stata superata la linea rossa".
Parlando a Montecitorio a margine di un bilaterale con la Repubblica Ceca, Tajani ha ventilato l'ipotesi di ritorsioni politiche: "Adesso vedremo quale iniziative adottare per dare una risposta, facciamo concludere la vicenda e poi vedremo con il governo quali decisioni adottare. Quello che è accaduto è inaccettabile, ci sono diverse opzioni, studieremo quella più proporzionata ed efficace". Il vicepremier ha infine smontato la propaganda securitaria israeliana, ricordando che il blitz militare è avvenuto al largo di Cipro, ben lontano dalle acque territoriali di Tel Aviv: "E' una violazione dei diritti di ogni persona, anche perché non sono terroristi, non hanno commesso dei reati, sono stati presi illegittimamente fuori dalle acque di Israele, non erano armati, non avevano intenzioni violente. Poi uno può essere più o meno d'accordo sull'iniziativa, ma non è perché uno è d'accordo o meno che si possa fare quello che è stato fatto", concludendo con fermezza: "Non è successo davanti alle acque di Israele o davanti alle acque di Gaza, è successo vicino Cipro e questa, come l'altra volta, è una violazione di diritto internazionale. Soprattutto siamo indignati per quello che abbiamo visto nel video".
Ai duri commenti si è unito anche il ministro della Difesa, Guido Crosetto, che ha stigmatizzato l'arroganza dei vertici militari israeliani ricordando la storica condotta umanitaria delle nostre forze armate: "Noi ci vantiamo di altro, ministro. Ci vantiamo di aver sempre trattato con rispetto i suoi connazionali e non abbiamo l'abitudine di arrestare le persone in acque internazionali ma semmai di soccorrerle se ne hanno bisogno. Non penso che con atteggiamenti di questo tipo non si faccia il bene di Israele".
Le polemiche nascono direttamente dai contenuti multimediali diffusi sui social network dal ministro della Sicurezza Nazionale israeliano, l'esponente di estrema destra Itamar Ben-Gvir. Durante la sua ispezione al porto di Ashdod, dove i pacifisti vengono tenuti in stato di detenzione, il ministro ha pubblicato un video intitolato con lo slogan "Ecco come accogliamo i sostenitori del terrorismo", deridendo apertamente i prigionieri costretti a terra. Nelle immagini si sente Ben-Gvir esclamare con toni trionfalistici: ''Benvenuti in Israele, siamo i padroni di casa'' e ''Il popolo d'Israele vive''.
Successivamente, il leader ultranazionalista ha rincarato la dose, chiedendo misure detentive ancora più aspre per i membri della flotta: "Sono arrivati con grande orgoglio, grandi eroi, e guardate come sono ora: niente eroi o altro, sono sostenitori del terrorismo. Chiedo a Netanyahu di consegnarmeli a lungo, li mettiamo nelle carceri dei terroristi".
Verso la fine della registrazione, mentre in sottofondo si sentono i lamenti dei prigionieri, Ben-Gvir si complimenta con le forze speciali mascherate impegnate a immobilizzare una donna, intimando agli agenti: "Non lasciatevi turbare dalle loro urla", aggiungendo poi un perentorio "Ottimo lavoro. Ecco come si fa".
Secondo i report dettagliati della stampa israeliana, in particolare della testata Haaretz, i pacifisti sono stati obbligati a trascinarsi a quattro zampe all'interno di un magazzino, mentre dagli altoparlanti veniva diffuso a tutto volume l'inno nazionale "Hatikva".
La condotta del ministro della Sicurezza ha provocato vistose crepe all'interno dello stesso esecutivo israeliano. Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha cercato di correre ai ripari con una nota ufficiale volta a limitare i danni diplomatici, pur difendendo l'operazione navale: ''Israele ha tutto il diritto di impedire alle flottiglie provocatorie di sostenitori del terrorismo di Hamas di entrare nelle nostre acque territoriali e raggiungere Gaza. Tuttavia, il modo in cui il Ministro Ben Gvir ha trattato gli attivisti della flottiglia non è in linea con i valori e le norme di Israele. Ho dato istruzioni alle autorità competenti di espellere i provocatori il prima possibile''.
Sul fronte delle associazioni umanitarie, il coordinamento della Global Sumud Flotilla ha espresso totale sdegno per l'accaduto attraverso un duro comunicato, definendo le scene di Ashdod un "trattamento vergognoso e riprovevole" in cui si vedono "uomini e donne costretti inginocchiati a terra, legati, umiliati ed esposti come trofei durante la visita del ministro della Sicurezza Itamar Ben-Gvir al porto di Ashdod".
L'organizzazione si è poi rivolta direttamente alle cancellerie occidentali: "Chiediamo al governo italiano e alla Ue di intervenire immediatamente per chiedere nuovamente l'immediata liberazione e nel frattempo l'applicazione di condizioni umane. Chiediamo a tutti gli italiani di sostenerci in questo momento difficile. Chiediamo alla società civile israeliana di opporsi".
Infine, la portavoce italiana del movimento, Maria Elena Delia, ha voluto sottolineare il coraggio di una delle volontarie trattenute: "Che le istituzioni trovino almeno un po' della dignità mostrata da un'attivista della Flottiglia, una giovane donna che nonostante la violenza della situazione ha avuto il coraggio di urlare in faccia al ricercato internazionale Ben-Gvir 'Free Palestine' prima di essere trascinata via dalle sue forze".
RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24
















