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  • Roma - Mercoledì 20 Maggio 2026

Caso Flotilla, Tajani: "Israele ha superato la linea rossa, valutiamo la risposta da dare"

Il ministro degli Esteri commenta alla Camera il blitz militare avvenuto al largo di Cipro e i filmati diffusi da Ben-Gvir. Il capo della Farnesina parla di fermo illegittimo di cittadini inermi e di palese violazione del diritto internazionale: "Fatti esecrabili, siamo indignati".

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La tensione diplomatica tra Roma e Tel Aviv raggiunge il punto di non ritorno. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha espresso il massimo grado di fermezza istituzionale commentando, nei corridoi della Camera dei Deputati, l'abbordaggio della Global Sumud Flotilla e i successivi filmati propagandistici sulle umiliazioni inflitte ai volontari nel porto di Ashdod.

Il titolare della Farnesina ha preso atto delle profonde crepe politiche interne al gabinetto di Benjamin Netanyahu, ma ha chiarito che i distinguo formali non basteranno a sanare lo strappo con l'Italia: “Abbiamo notato che c’è una differenziazione all’interno del governo” israeliano. “Il ministro degli esteri ha condannato quello che ha fatto il ministro Ben Gvir, Netanyahu pure ha detto che quello che è successo non è in linea con le leggi di Israele, ma comunque per quanto ci riguarda è stata superata la linea rossa e quindi adesso vedremo quale iniziative adottare per dare una risposta”.

Il giudizio del capo della diplomazia italiana sulla condotta delle forze di difesa e di sicurezza israeliane è stato durissimo, privo di sfumature o prudenze di rito. Tajani ha censurato i maltrattamenti documentati nelle immagini parlando di un evento intollerabile: “E’ inaccettabile, esecrabile”, quanto compiuto da Israele nei confrotni degli attivisti della Global Sumud Flotilla, “non so che altri termini poter utilizzare per quello che è accaduto”.

Il vicepremier ha poi smontato la tesi securitaria di Tel Aviv, ricordando che il blitz militare non è avvenuto a ridosso delle zone di conflitto e che ha preso di mira persone prive di armi. L'intervento armato si configura quindi come un atto unilaterale privo di copertura giuridica: “E’ una violazione dei diritti di ogni persona anche perché – ha proseguito Tajani – non sono né terroristi né persone che hanno commesso dei reati sono stati presi illegittimamente fuori delle acque di Israele, non erano armati, non avevano intenzioni violente, poi uno può essere più o meno d’accordo sull’iniziativa, ma non è perché uno è d’accordo o meno che si possa fare quello che è stato fatto. Non è successo davanti alle acque di Israele o davanti alle acque di Gaza, è successo vicino Cipro e questo per noi è una violazione diritto internazionale, ma soprattutto siamo indignati per quello che abbiamo visto nel video”.

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