Sei sicuro di voler sbloccare questo articolo?
Soddisfatto, entusiasta, quasi felice l’On. Paolo Palma, storico e giornalista presidente dell’ICSAIC, l’Istituto Calabrese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea, dopo l’incontro romano con la Fondazione Murialdi.
Il Presidente di Icsaic ha visitato la Fondazione Murialdi e ha voluto consegnare alla biblioteca della Fondazione le ultime pubblicazioni dell’Istituto. Il Presidente Paolo Palma – si legge in una nota ufficiale dell’ICSAIC- è stato ricevuto dal Segretario Generale della Fondazione Giancarlo Tartaglia, figura quasi iconica di questo nostro mondo, e si è complimentato con lui per la ricca documentazione archivistica in possesso della Fondazione e della sua biblioteca specializzata sulla storia del giornalismo e dell’Italia contemporanea.
Parliamo qui di una delle realtà-chiave della storia del giornalismo italiano.
Basti pensare all’immenso patrimonio storico che Giancarlo Tartaglia, solo lui avrebbe potuto fare un lavoro così austero e prezioso, ha recuperato in tutti questi anni trasformando la Fondazione Murialdi in un vero e proprio grande archivio storico nazionale. Ricordiamo qui solo alcuni dei Fondi più importanti della Fondazione, oggi a disposizione degli studiosi di tutto il mondo.
FONDO STORICO FNSI- Il Fondo storico della Federazione Nazionale della Stampa Italiana consiste in 1.052 raccoglitori contenenti la documentazione dell’attività svolta dalla Fnsi dal momento della sua ricostruzione (26 luglio 1943).L’archivio contiene la documentazione relativa ai 27 congressi nazionali della stampa italiana (1946-2015), alla rinnovazione dei contratti collettivi di lavoro (dal 1947), nonché i verbali delle riunioni dei Consigli Nazionali e della Giunta Esecutiva, la corrispondenza dei presidenti e dei segretari generali, gli atti dei convegni e dei rapporti con le istituzioni.
FONDO STORICO UNCI-Il Fondo archivistico dell’Unione Nazionale Cronisti Italiani è composto da 41 raccoglitori contenenti la documentazione sull’attività dell’Unione a partire dal 1953, in particolare gli atti dei congressi nazionali, delle commissioni di lavoro, dei convegni europei, delle edizioni del Premio Senigallia e del Premio Passetti.
Fondo Storico Scr - Il Fondo archivistico del Sindacato Cronisti Romani è composto da 29 raccoglitori contenenti gli atti dell’attività del Sindacato a partire dal 1946 (anno di fondazione) e comprendente gli atti della vita del Sindacato, degli organi direttivi, delle manifestazioni e dei numerosi convegni promossi nel corso degli anni.
Fondo Storico Inpgi - Il Fondo archivistico dell’Istituto Nazionale di Previdenza dei Giornalisti Italiani contiene una cospicua documentazione relativa alla Federazione Nazionale della Stampa, all’Associazione della Stampa Romana, all’Associazione della Stampa Periodica Italiana (1877-1925), la prima struttura organizzativa dei giornalisti italiani, all’Ordine professionale, al Sindacato Nazionale Fascista dei Giornalisti (1927-1943) e agli organismi collegati alle strutture della categoria, come i circoli della stampa. Il Fondo contiene i registri e i verbali degli organi direttivi e delle assemblee e i carteggi degli organi collegiali a partire dal 1880, oltre ai fascicoli nominativi di singoli giornalisti.
Il Fondo Archivistico Ilaria Alpi - Ilaria Alpi (1961-1994) è stata una giornalista e fotoreporter italiana, assassinata a Mogadiscio, ove lavorava come inviata per il Tg3, insieme al suo cineoperatore Miran Hrovatin. L’archivio Alpi, versato alla Fondazione dagli eredi, è costituto da 35 faldoni, 225 cassette video e da 10 cimeli. Si compone di tre Serie distinte Ilaria Alpi, Giorgio e Luciana Alpi, cimeli. E’ attualmente in corso l’ordinamento.
La prima serie Ilaria Alpi (5 fascicoli conservati in 2 faldoni) è costituita dalle carte testimonianza della vita della giornalista. Sono presenti: le pagelle scolastiche, certificati inerenti attività sportive, corrispondenza privata con i suoi amici, alle dispense dei suoi studi, la bozza della sua tesi di laurea ed una serie di appunti e 31 cassette video relative al lavoro di Ilaria Alpi in Somalia. Relativamente a queste cassette vi è una nota descrittivi originale “Servizi Ilaria dalla Somalia, dal dicembre 92 al marzo 94 numerata da 1 a 39, n. 5 video cassette Somalia marzo 94. Le cassette numero 29-30-31 bombardamento Mogadiscio del 12.07.93”.
Vi sono inoltre 17 cassette che non hanno segnature specifiche.La seconda serie riguarda le carte di Giorgio e Luciana Alpi, fascicoli costituiti da materiale delle indagini sulla morte della figlia scomparsa a Mogadiscio. Gran parte sono carteggi intercorsi tra i coniugi Alpi e le varie istituzioni e persone coinvolte nel processo “Alpi”, (149 fascicoli conservati in 35 faldoni). Giorgio Alpi stesso, racconta nella trasmissione televisiva Report del 22 agosto 2009, di come si sia costituito l’archivio, di come si sia dato un primo ordinamento in quanto “la mole di documenti, carte e giornali raccolti è enorme e ci siamo accorti che non riusciamo più ad orientarci ….abbiamo cercato di catalogarli secondo argomenti. E’ un archivio molto artigianale che però ci permette di orientarci in questi lunghi anni di lotta per avere verità”.
Questa serie è di grande importanza non solo perché è possibile ripercorrere l’iter dei vari processi intentati dalla famiglia per conoscere la verità sulla morte di Ilaria Alpi, ma anche perché sono raccolte carte di riguardanti altre indagine sul traffico di armi a sullo smaltimento dei rifiuti tossici.
Emerge dalla documentazione il modo di operare non solo delle rappresenti italiani militari e civili, che a vario titolo erano presenti negli anni 90 in Somalia, ma anche le modalità con cui si sono svolti, le varie fasi del processo e la costituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta istituita ad hoc. Inoltre rappresentano di come sia stato difficile per i genitori di Ilari Alpi rapportarsi con le autorità italiane e le evidenti contraddizioni emerse nelle varie fasi del processo. Dal punto di vista umano è la straziante testimonianza di genitori che vogliono sapere una verità univoca sulla morte della propria figlia.
Dall’archivio emerge come il caso Alpi abbia sensibilizzato l’opinione pubblica rispetto non solo ai pericoli a cui vanno incontro giornalisti presenti in zone di guerra, ma anche al bisogno da parte della comunità di conoscere verità anche non evidenti. Di questa serie fanno parte anche le cassette numerate dalla 1 alla 185 registrazioni di trasmissioni televisive che hanno trattato a vario titolo della morte di Ilaria Alpi e delle indagini correlate a quest’ultima.
La terza serie “Cimeli” è costituita da targhe e premi commemorativi dedicati ad Ilaria Alpi nell’ambito delle varie iniziative giornalistiche e cerimonie dedicate alla giovane giornalista scomparsa. La serie è costituita da 10 pezzi.
Ma tante altre chicche preziose fanno parte di questo mondo che merita di essere valorizzato e promosso più di quando non si sia fatto ad oggi. Fondazione Murialdi, ma forse è meglio scrivere “Fondazione Tartaglia”.
APPUNTAMENTI IN AGENDA