Sei sicuro di voler sbloccare questo articolo?
Ci piace riaprire il dibattito politico di questo nuovo anno 2022, rileggendo insieme a voi e riproponendo ad ognuno di voi il testo dell’intervento tenuto alla Camera dalla portavoce del Movimento Cinque Stelle onorevole Francesca Troiano, sullo stato di salute della giustizia italiana.
Ci piace riaprire il dibattito politico di questo nuovo anno 2022, rileggendo insieme a voi e riproponendo ad ognuno di voi il testo dell’intervento tenuto alla Camera dalla portavoce del Movimento Cinque Stelle onorevole Francesca Troiano, sullo stato di salute della giustizia italiana.
Quello che si trae dall’intervento dell’esponente Cinque Stelle alla Camera dei Deputati Francesca Troiano, che con grande trasparenza e autorevolezza denuncia pubblicamente le mille storture provocate dalla macchina giudiziaria italiana, non solo è una forte denuncia pubblica sulla crisi che attraversa il sistema ben raccontato nel loro libro da Luca Palamara e Alessandro Sallusti, ma è soprattutto un monito forte a non ricommettere più gli errori del passato.
Un intervento di alto profilo istituzionale e che non mancherà di lasciare un segno.
Francesca Troiano, laurea in psicologia, Master universitario di II livello in psicodiagnostica e valutazione psicologica, Master in terapia strategica familiare, Specializzazione quadriennale in psicoterapia breve strategica; Psicologa e Psicoterapeuta, dal 19 marzo 2018 è stata eletta parlamentare dei Cinque Stelle, membro delle Commissione Finanze, e della commissione parlamentare di inchiesta sulle attività connesse alle comunità di tipo familiare che accolgono minori. Qui di seguito il testo del suo ultimo intervento alla Camera sullo stato della giustizia in Italia, dopo il suicidio del politico torinese Angelo Burzi, che sembra una vera e propria lezione di morale diretta oggi al mondo della magistratura italiana.
“Quanto vale una vita umana? Quanto vale la dignità di una persona? Una domanda che dovremmo porci tutti. Tutta la comunità politica- sottolinea con forza Francesca Troiano- dovrebbe interrogarsi. Questa società così come è organizzata ha gli anticorpi sociali per evitare che altre tragedie Burzi accadano ovunque? È ancora possibile tollerare che un "avviso di garanzia", istituto a tutela dell'Indagato sia invece una condanna senza appello costruita sulle nuove tecniche di comunicazione?”
Coraggiosa e diretta la risposta che l’esponente dei Cinque Stelle dà alle sue domande: “Non è più tollerabile e noi siamo chiamati in questo passaggio cruciale di legislatura a fare qualcosa. "Il giustizialismo" il male oscuro da sconfiggere e debellare. Il ruolo alto, nobile, della Giustizia giusta, equa, equilibrata, rispettosa e rispettata dei e dai Poteri dello Stato. Una Giustizia nobile, attenta e soprattutto consapevole del ruolo che gioca nella società di questo tempo”.
Ha perfettamente ragione Francesca Troiano: “La Politica recupera il suo primato se ognuno di noi, libero da incrostazioni e lacciuoli ideologici prova a riflettere sulla dimensione della persona umana. Sentimenti, passioni, amori familiari, stravolti, devastati da un furore iconoclastico incapace di agire con equilibrio e moderazione. Le memorie Palamara non devono sfuggire alle nostre doverose considerazioni politiche, qui non si tratta di parteggiare per l'una o per l'altra parte. Qui non ci possono essere parti. La gran cassa mediatica, il tritacarne iniziale del mostro sbattuto in prima pagina, non può poi diventare un trafiletto anonimo quando la furia tempestosa passa e si placa per capire che il nulla a procedere era evidente a tutti”.
Ma è ancora più forte la conclusione dell’intervento di Francesca Troiano alla Camera: “No ad un uso politico della giustizia. No ad una giustizia che si trasforma in luogo di potere politico. La giustizia è per Platone:"la virtù propria dell'anima, posseduta indipendentemente dalle relazioni con gli altri, ed è ciò che le permette di compiere al meglio la propria funzione". Grazie Presidente”.
C’è abbastanza carne al fuoco per riflettere sui mali del sistema, e sulle storture palesi evidenti e quotidiane di un certo modo di fare comunicazione. Speriamo che il 2022 serva a riavviare dunque un grande dibattito civile sul potere giudiziario italiano.
APPUNTAMENTI IN AGENDA