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- Roma - Lunedì 2 Novembre 2026, 16:00
Francia: torturata, uccisa e abbandonata in autostrada nel 1987, il Dna incastra i genitori della piccola Inass dopo 39 anni
Identificata a decenni dal delitto la piccola Inass, trovata morta e torturata lungo l'autostrada nel 1987. La madre e il padre rischiano l'ergastolo.
Si è aperto in Francia, a 39 anni dalla tragedia, il processo a carico dei genitori di Inass Touloub, la bambina di quattro anni rinvenuta priva di vita e gravemente mutilata nel 1987 lungo la linea autostradale A10.
Il fascicolo, annoverato tra i più complessi cold case della storia giudiziaria transalpina, è giunto a una svolta decisiva grazie alle moderne analisi del Dna, che hanno consentito di dare un nome alla giovane vittima e di individuarne i consanguinei.
Il dibattimento, la cui conclusione è prevista per il 18 novembre, vede sul banco degli imputati la madre 72enne, Halima El Bakhti, accusata di torture e atti di barbarie seguiti da morte senza intenzione di uccidere, e il padre 74enne, Ahmed Touloub, chiamato a rispondere di complicità.
Per entrambi la pena edittale prevista è l'ergastolo. I due coniugi, che affrontano il giudizio a piede libero, si sono presentati in aula separatamente e senza interagire.
All'esterno del tribunale, attivisti del collettivo Mouv'Enfants hanno esposto immagini della bambina e uno striscione per chiederne la memoria e la giustizia. La vicenda risale all'11 agosto 1987, quando due cantionieri autostradali individuarono il corpo martoriato della piccola all'interno di un fossato nei pressi di Suèvres, nell'area compresa tra Orléans e Tours.
Il cadavere presentava ustioni da ferro da stiro e lesioni da morsi umani, dettagli raccapriccianti che portarono i media a ribattezzarla la "piccola martire dell'A10".
Nonostante l'impiego di una massiccia campagna di ricerca internazionale — condotta in 30 Paesi e con l'affissione di fotosegnalamenti in oltre 65mila plessi scolastici —, le indagini dell'epoca non fornirono esiti utili, arrivando all'archiviazione del caso nel 1991 e successivamente nel 1997.
La chiave risolutiva si è presentata nel 2018: la tracciatura del profilo genetico prelevato al fratello della vittima durante un procedimento di diversa natura ha evidenziato una compatibilità diretta con le campionature rinvenute sugli abiti della bambina e sulla coperta che la avvolgeva.
Rintracciati e tratti in arresto nel giugno dello stesso anno, i due genitori hanno respinto le addebiti principali durante gli interrogatori, scambiandosi reciproche accuse sulle responsabilità e sui presunti maltrattamenti in ambito familiare.
Dopo una lunga serie di ricorsi difensivi che hanno fatto slittare la trattazione dell'udienza, la Corte di Cassazione francese ha confermato nel settembre 2024 il rinvio a giudizio degli imputati. "Finalmente! È il grande giorno di un processo che aspettavamo da così tanto tempo", ha commentato alla stampa l'ex sindaco di Suèvres, Raphaël Pilleboue: "È arrivato il momento di rendere giustizia a questa bambina che ha sofferto tanto".
I resti di Inass, che se fosse in vita avrebbe oggi 43 anni, riposano nel cimitero locale di Suèvres.
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