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- Roma - Lunedì 2 Novembre 2026, 16:25
Giuseppe Di Vittorio, la dignità del lavoro e le radici della Repubblica: a Roma un convegno per ricordarlo
Domani, martedì 3 novembre, alle 16 alla Casa della Memoria e della Storia, l’incontro nel 69° anniversario della scomparsa. Interventi di Giorgio Benvenuto, Roberto Cipriani, Silvia di Vittorio, Michele Colucci e Michele Marino. Coordina il giornalista Maurizio Pizzuto.
di Giorgio Neri
Dai campi di Cerignola all’Assemblea Costituente, la vita di Giuseppe Di Vittorio attraversa la storia di un’Italia che conquista diritti, libertà e rappresentanza. A questa figura centrale del Novecento è dedicato il convegno «Giuseppe Di Vittorio. Padre del sindacato, della Costituzione repubblicana, della patria», in programma domani, martedì 3 novembre 2026, alle ore 16, alla Casa della Memoria e della Storia, in via San Francesco di Sales 5, a Roma.
La data coincide con il 69° anniversario della morte, avvenuta a Lecco il 3 novembre 1957. Un’occasione per ripercorrere il contributo del dirigente sindacale alla costruzione dell’Italia democratica e interrogarsi sull’eredità di un’esperienza che mise al centro la dignità delle persone e il valore sociale del lavoro.
Ad aprire l’appuntamento saranno i saluti di Bianca Cimiotta Lami. Seguiranno gli interventi di Giorgio Benvenuto, presidente della Fondazione Bruno Buozzi ETS; Roberto Cipriani, professore emerito dell’Università Roma Tre; Michele Colucci, ricercatore del CNR-ISMed; e Michele Marino, presidente del Consorzio Pro Ofanto. All’incontro parteciperà anche Silvia Berti Di Vittorio. A coordinare il confronto sarà il giornalista Maurizio Pizzuto.
Nato nel 1892 in una famiglia di braccianti, Di Vittorio conobbe fin da bambino la durezza del lavoro agricolo. Da quella condizione maturò un impegno destinato a portarlo dalle lotte per il riscatto dei lavoratori alla responsabilità di guidare una grande organizzazione sindacale. Antifascista e protagonista della rinascita del sindacato libero, fu tra gli artefici del Patto di Roma del 1944, dal quale nacque la CGIL unitaria, e nel 1946 venne eletto all’Assemblea Costituente.
La sua azione legò la tutela dei lavoratori a una visione più ampia dello sviluppo del Paese. Il Piano del lavoro, presentato nel 1949, e la proposta di uno Statuto dei diritti dei lavoratori, avanzata nel 1952, esprimono questa prospettiva: creare occupazione, sostenere la ricostruzione e rendere effettive le libertà democratiche anche nei luoghi di lavoro.
Il titolo del convegno riunisce così tre dimensioni della sua vicenda pubblica: l’organizzazione sindacale, la partecipazione alla nascita della Repubblica e l’impegno per il riscatto sociale dell’Italia. A tenerle insieme è l’idea che la democrazia si rafforzi quando anche chi vive una condizione di debolezza può far sentire la propria voce.
Alla Casa della Memoria e della Storia, il ricordo di Di Vittorio offrirà dunque un punto di partenza per riflettere sul rapporto tra lavoro e cittadinanza, sulla rappresentanza e sulla capacità di costruire obiettivi comuni tra culture diverse. Questioni che restituiscono alla memoria storica una funzione pubblica: aiutare a comprendere il presente e le responsabilità che lo accompagnano.
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